Sul futuro del Monte qualche spiraglio si apre dopo le convergenze di Meloni e Misiani ma molto dipende da Giorgetti
Il consiglio di amministrazione della Banca Monte dei Paschi Siena ha dato il via libera al piano presentato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per promuovere due offerte di scambio separate su Banco Bpm e Banca Generali. L’obiettivo è costruire una soluzione industriale alternativaall’operazione lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps.
Secondo quanto riferito da fonti finanziarie e rilanciato da Soldionline, il cda di Mps ha approvato la proposta dell’ad di procedere con due distinte operazioni di scambio azionario: una su Banco Bpm (il gruppo bancario italiano quotato, attivo nel credito a famiglie e imprese) e una su Banca Generali (la banca del risparmio gestito del gruppo Generali, specializzata in private banking e consulenza finanziaria).
Le offerte di scambio sono operazioni in cui una società propone agli azionisti di un’altra società di consegnare le proprie azioni in cambio di titoli della società offerente, secondo un determinato rapporto di concambio. In questo caso, l’idea di Lovaglio è usare queste operazioni per dare vita a un progetto di aggregazione capace di rafforzare Mps sul piano industriale e dimensionale.
Il piano nasce con l’intento dichiarato di creare un’alternativa all’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata d Intesa Sanpaolo su Mps. Un’Opas è una proposta rivolta agli azionisti di una società quotata in cui l’offerente offre una combinazione di denaro e azioni proprie in cambio dei titoli oggetto dell’offerta.
Nel caso specifico, Intesa Sanpaolo – uno dei principali gruppi bancari italiani ed europei – ha messo sul tavolo un’offerta su Mps. Il piano messo a punto da Lovaglio e approvato dal cda mira invece a perseguire una via autonoma di consolidamento, cercando di aggregare Mps con altri operatori del settore bancario e del risparmio gestito, come Banco Bpm e Banca Generali.
Le fonti finanziarie sottolineano che l’obiettivo del consiglio di Mps è costruire un’alternativa industriale all’offerta di Intesa. Con questa espressione si intende un progetto fondato su sinergie operative, integrazione di reti e servizi, rafforzamento della base di clientela e delle competenze, piuttosto che limitato alla sola dimensione finanziaria dell’operazione.
Banco Bpm, attivo nel credito tradizionale, e Banca Generali, focalizzata sul risparmio gestito e sulla consulenza, rappresentano due tasselli potenzialmente complementari rispetto al modello di business di Mps. L’idea alla base del piano è quindi quella di accrescere peso e profilo competitivo del Monte, in un contesto in cui il settore bancario italiano è interessato da un forte processo di consolidamento.
Resta da capire il ruolo del governo di Giorgia Meloni in questa fase e per comprenderne le intenzioni sarà importantante l’incontro del 25 agosto a Roma tra le istituzioni regionali e quelle senesi con il ministro Giancarlo Giorgetti che più di una volta ha detto che il Tesoro venderà il suo 4,9 per cento del Monte dei Paschi al miglior offerente, ma potrebbe aver cambiato idea. Le idee della premier sarebbero cambiate nelle ultime settimane e molto vicine a quelle espresse dal senatore Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, che alcuni giorni fa alla festa dell’Unità di San Gimignano si è confrontato a lungo con il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il capogruppo del Pd in consiglio regionale Simone Bezzini. E’ stato ben catechizzato sulla necessità che il Monte dei Paschi resti di Siena.





