Si apre sotto i peggiori auspici il vertice Nato in Turchia, il presidente degli Stati Uniti non fa sconti
Non sembrano favorevoli gli auspici sotto i quali si apre il vertice Nato ad Ankara. Lo scrive Rocco Cangelosi su InPiù. Gli europei hanno preparato accuratamente il dossier per prevenire le obiezioni americane: più spese militari, più impegni; ma Trump non sembra intenzionato a fare sconti. Il Presidente è pronto a rinfacciare agli alleati il mancato sostegno sul conflitto iraniano e a rilanciare la minaccia più destabilizzante: ridurre la presenza militare americana in Europa. Intanto si acuisce il problema ucraino. Putin intensifica i bombardamenti, accusa la Polonia di fornire droni a Kyiv e lascia filtrare, tramite Peskov, che il conflitto sta diventando “una vera e propria guerra” con l’Europa coinvolta.
Una retorica che punta a intimidire e a dividere il fronte occidentale. La telefonata tra Putin e Trump, avvenuta alla vigilia del vertice, resta avvolta nel silenzio: nessuna nota, nessuna indiscrezione. Un dettaglio che pesa. Il messaggio politico che arriva da Washington è chiaro: l’Ucraina è affare degli europei. E l’Europa, stretta tra l’aggressività russa e l’imprevedibilità americana, non può più permettersi ambiguità. Serve accelerare la costruzione di una difesa comune, capace di reggere il peso strategico che gli Stati Uniti sembrano voler scaricare sul Vecchio Continente. Il vertice non sarà una passerella diplomatica: sarà il momento in cui l’Europa dovrà dimostrare se è pronta a difendere se stessa.





