Se l’assalto al Monte dei Paschi andrà in porto come e se coabiteranno in Generali i due protagonisti del risiko bancario
Franco Locatelli, direttore di Firstonline si complimenta con il blitz dell’ad di Banca Intesa, Carlo Messina (nella foto) soprattutto perché punta “alla difesa dell’italianità di Generali, la vera perla della finanza italiana oltre che custode di buona parte del debito pubblico nazionale. Con l’acquisizione di Mediobanca, che ha in pancia la partecipazione strategica del 13,2% di Generali a cui Intesa ha aggiunto l’acquisto di un altro 3,01%, la banca di Messina diventa il primo azionista del Leone di Trieste. Ma su questo punto nevralgico il numero uno di Intesa è stato chiarissimo: ‘Noi – ha spiegato agli analisti finanziari e alla stampa – non vogliamo nè acquistare il controllo nè gestire Generali ma difenderla e quello che mi interessa è l’utile netto della compagnia assicurativa nella quale la nostra partecipazione è puramente finanziaria’”
Locatelli aggiunge: “Ora si dà il caso che in Generali ci sia anche Unicredit con una quota del 9%. Intesa e Unicredit, le due più grandi banche italiane, insieme nel capitale del gioiello della corona. Ma Carlo Messina e Andrea Orcel, che personalmente sono amici di vecchia data oltre che entrambi romani, saranno alleati o rivali, si chiede giustamente il Corriere della Sera stamani? Ognuno farà i propri interessi ma l’obiettivo più grande è fare l’interesse del risparmio italiano difendendo Generali e rendendo stabile con uno zoccolo duro il suo azionariato, oggi molto contendibile. Ecco perché la coabitazione tra Intesa e Unicredit nel capitale di Generali non è solo possibile ma è altamente auspicabile. Non solo nell’interesse degli uni e degli altri ma dell’Italia”. Che succederà?





