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Se il nemico è la guerra: gli esorcisti con il Papa contro il rumore delle armi

Ariel Piccini Warschauer.

C’è un limite oltre il quale la parola umana, anche quella della politica e della diplomazia, sembra farsi vuota, lasciando spazio a un’eco più oscura. È in questo spazio che si inserisce l’inedito e accorato appello dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE). Non si tratta di una questione di rito, ma di un grido di allarme che tocca le radici stesse della nostra convivenza civile e spirituale: un deciso “Vade retro” non a una persona, ma alla logica stessa della distruzione che oggi sembra incarnarsi in certe visioni geopolitiche.

Il primato della Pace

Mentre dal fronte transatlantico giungono venti di sfida e la retorica del Presidente Trump si fa sempre più muscolare nei confronti del Magistero, i sacerdoti impegnati nel ministero della consolazione e della liberazione scelgono di schierarsi. E lo fanno accanto a Papa Leone XIV, che da mesi denuncia l’«illusione di onnipotenza» che guida chi crede di poter risolvere i conflitti mondiali con il solo linguaggio delle armi.

Per l’AIE, la pace non è un semplice accordo tra potenze, ma un dono che richiede la liberazione dalle «dinamiche del male» che attraversano la storia. «Non si può invocare Dio per giustificare la guerra», ricordano i sacerdoti, sottolineando come la vera vittoria non sia quella che schiaccia l’avversario, ma quella che vince l’odio nel cuore degli uomini.

Una battaglia spirituale

L’attacco frontale della Casa Bianca al Pontefice — accusato di “mancanza di realismo” — viene interpretato dagli esorcisti come il segno di una profonda crisi morale della politica. Emerge chiaramente come l’associazione legga l’attuale tensione internazionale come una riconfigurazione dell’atavica lotta tra bene e male: 

“C’è chi cerca una ‘pace gloriosa’ attraverso la forza,” si legge in una riflessione interna che cita Sant’Agostino, “senza comprendere che la pace autentica nasce solo dalla giustizia e dal rispetto della dignità umana.”

La presa di posizione dell’AIE sposta il dibattito su un piano diverso. Se il mondo della politica vede scacchiere e territori da conquistare, la Chiesa Cattolica vede anime da proteggere e un’umanità che rischia di scivolare nell’abisso dell’indifferenza. Il sostegno al Papa non è dunque una scelta “politica”, ma una necessità teologica: riaffermare che la via del Vangelo è l’unica alternativa al nichilismo del conflitto permanente.

In un tempo in cui il mondo sembra aver perso la bussola del dialogo, del rispetto e della tolleranza, il richiamo degli esorcisti è un invito alla vigilanza. Perché la guerra, prima di diventare esplosione, è un germe che cresce nel disprezzo dell’altro. E contro questo germe, l’unica arma efficace resta la fermezza mite del dialogo e della Pace. 

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