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Sanità toscana, buoni i risultati ma qualche malessere c’è e si attende il nuovo direttore generale

Sanità, Toscana terza per Agenas. Giani: “Conferma di investimenti forti e competenze”

Stefano Bisi.

“È un risultato che conferma la validità di una sanità pubblica che in Toscana è fatta di investimenti forti da parte della Regione e di un capitale umano straordinariamente efficiente ed efficace”. Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani commenta il rapporto di Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali del Ministero della Salute, che vede la Toscana al terzo posto tra le regioni italiane per l’erogazione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. La Toscana si piazza dunque sul podio, con 280 punti, appena sotto l’Emilia Romagna, seconda a quota 282, e al Veneto, che con 288 punti è in cima alla classifica, la quale monitora le performance del 2024. “Si tratta di un punteggio che ci rende orgogliosi del percorso fatto – aggiunge Giani – insieme agli uomini e alle donne del sistema sanitario regionale. Consapevoli del fatto che è necessario continuare a lavorare ogni giorno per affrontare le criticità e offrire ai cittadini toscani una sanità pubblica che sia sempre di alto livello e in grado di rispondere ai loro bisogni”.

Da cittadini toscani siamo felici del bronzo alla Toscana per la sanità, ma gli spifferi dicono che nell’eccellenza di Careggi mancano gli infermieri, che a Siena e Pisa affermano che l’assistenza medica ha bisogno della ricerca universitaria, che i conti non sono brillanti anche per colpa di contributi che non arrivano da Roma e così via. Giani fa bene a essere fiero dei risultati raggiunti ma ha ben presente i problemi e per provare a risolverli ora deve scegliere il nuovo direttore generale della sanità toscana. Il Borsino vede in rialzo le quotazioni di Marco Torre (30%), che però da Arezzo vogliono ancora direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est; in calo quelle di Daniela Matarrese (25%), perché spostare la dg dall’eccellenza di Careggi potrebbe aprire un vuoto che non tranquillizza chi lavora nell’ospedale fiorentino. In lieve rialzo il dg di Siena Antonio Barretta (25%), a cui viene imputato un carattere spigoloso ma andrebbe ricordato che il medico pietoso fa la piaga puzzolente; Valerio Mari, direttore dell’Asl Centro, scade a ottobre 2026 e le sue quotazioni sono stabili (20%).

Ora tocca a Giani scegliere il petalo della margherita che sta sfogliando. Il 13 luglio scade il bando. Chi ha presentato la domanda? Sono top secret. Ma i bandi si fanno per essere riaperti, in caso di necessità.

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