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Gli spifferi

Rischia due anni di carcere per 33 scatole di scarpe contraffatte ma erano autentiche

Judges gavel in court room legal trial and law background

Per 33 scatole di scarpe ha rischiato di finire in carcere per oltre due anni. Il problema? Le scarpe in questione erano considerate contraffatte, anche se alla fine si sono rivelate originali. È la vicenda di un commerciante di 70 anni di Meldola, in provincia di Forlì-Cesena, che ha dovuto aspettare cinque anni per vedere riconosciuta la propria innocenza. Nel 2021 era stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena. Ora la Corte d’Appello di Bologna ha ribaltato la sentenza, assolvendolo perché il fatto non sussiste.

Come ricostruisce Il Resto del Carlino, la vicenda era cominciata con un’indagine della Guardia di Finanza di Milano, che aveva sequestrato merce ritenuta contraffatta nel capannone di un grossista lombardo. Le indagini si erano poi allargate ai clienti del commerciante, dando origine a decine di controlli in tutta Italia. Tra le attività finite nel mirino delle Fiamme Gialle c’era anche quella del negoziante di Meldola: nel suo magazzino erano stati sequestrati centinaia di capi d’abbigliamento, accessori e scarpe di marca, considerati contraffatti. Il commerciante aveva però contestato le accuse, presentando fatture e documentazione bancaria per dimostrare la provenienza regolare della merce.

Gran parte dei prodotti sequestrati era poi risultata regolare e restituita all’imprenditore. Restavano però quelle 33 scatole di scarpe di un marchio famoso, sulle quali si era concentrato il procedimento penale che, nel 2021, si era concluso con una condanna a due anni e due mesi di reclusione emessa dal Tribunale di Forlì.

La svolta è arrivata davanti alla Corte d’Appello di Bologna. La difesa dell’imprenditore ha chiesto ai giudici di riesaminare la documentazione già prodotta durante il processo di primo grado, comprese le fatture e le prove dei pagamenti. Gli elementi presentati dalla difesa hanno portato a una conclusione opposta rispetto a quella del Tribunale di Forlì: le 33 scatole di scarpe erano autentiche. È così caduta l’accusa di contraffazione, con l’assoluzione del settantenne perché il fatto non sussiste.

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