Riforma elettorale, il centrodestra pensa di modificarla ancor prima di arrivare in Aula
Per Linkiesta la nuova legge elettorale del centrodestra rischia di essere modificata ancora prima di arrivare in Aula. A pochi giorni dalla presentazione della seconda versione del cosiddetto “Melonellum”, la maggioranza starebbe già studiando una nuova serie di correzioni per superare i dubbi di costituzionalità emersi durante i confronti informali con gli uffici tecnici delle Camere e con ambienti della Corte costituzionale. Secondo La Repubblica, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati starebbero lavorando a una terza stesura del testo, dopo quella depositata il 27 maggio. L’obiettivo resta quello di portare la riforma in Aula entro il 26 giugno e approvarla prima della pausa estiva, ma i nuovi rilievi rischiano di rallentare il percorso parlamentare.
Uno dei nodi principali riguarda il sistema previsto per il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta. Nella formulazione attuale, i voti espressi in queste regioni non contribuirebbero al calcolo del premio di maggioranza nazionale. Una soluzione pensata per tutelare le minoranze linguistiche ma che, secondo le ricostruzioni di Repubblica, potrebbe esporre la legge a contestazioni sul piano costituzionale.
Altre perplessità riguardano i cosiddetti “candidati occulti” inseriti nelle liste collegate al premio di maggioranza. Nella nuova legge sarebbero settanta alla Camera e trentaciqnue al Senato, ma gli elettori potrebbero vedere soltanto una parte dei nomi presenti nelle liste. Un meccanismo che, secondo i critici, rischia di entrare in conflitto con il principio della piena conoscibilità dei candidati.
Resta inoltre aperta la questione dell’indicazione del futuro presidente del Consiglio sulla scheda elettorale. Gli uffici parlamentari avrebbero suggerito di riprendere la formula utilizzata dal Porcellum, limitandosi a indicare il capo della coalizione. Ma, secondo Repubblica, Giorgia Meloni considera questo punto irrinunciabile e non sarebbe intenzionata a fare passi indietro.





