Renzi felice per Italia Viva che partecipa al tavolo del programma del Campo largo
Matteo Renzi, leader di Italia Viva, già presidente del Consiglio, rilascia un’intervista al Quotidiano Nazionalwe. È già seduto al tavolo del programma?
“Sono appena arrivato a Firenze da Roma. Il ponte di Ognissanti per fortuna lo passerò a casa”.
Mentre era in viaggio il campo largo vi ha aperto la porta.
“Saremo felici di dare il nostro contributo, com’era naturale che fosse. Tutte le forze anti-Meloni devono stare unite: la stagione dei veti è finita”.
Eppure solo poche ore prima dell’annuncio, le anticipazioni del libro di Vespa avevano riportato le lancette proprio sul niet di Conte a Matteo Renzi.
“Non rinnego il passato ma adesso possiamo parlare di futuro? Far prevalere i veti significa riconsegnare il Paese a Giorgia Meloni, il popolo di centro sinistra ci rincorrerebbe con i forconi”.
Al tavolo siederà lei?
“Andranno le due capogruppo di Italia viva, Raffaella Paita e Maria Elena Boschi”.
Con quali dossier in mano?
“I temi sono tanti e urgenti. La benzina è alle stelle, il costo della vita sale, l’insicurezza cresce e in tutto ciò il governo, non sapendo dare risposte, si preoccupa delle targhe. Vorrei ricordare alla premier che, una volta personalizzata la targa, poi le auto vanno comunque a benzina…”.
Le vostre proposte?
“Saranno concrete. Sulle partite Iva, ad esempio: oggi, per via di un assurdo meccanismo di anticipi, finiscono per finanziare lo Stato. È come se al ristorante ci facessero pagare mesi prima. Poi proporremo la quattordicesima per insegnanti, infermieri, forze dell’ordine, e una serie di misure per evitare la fuga di cervelli all’estero”.
Occhio alla parola estero, potrebbe saltare il tavolo…
“Su questo tema si omette sempre un dettaglio cruciale. E cioè che le divisioni in politica estera non tagliano in due il campo largo ma l’intero arco politico italiano. Si pensi alle frasi di Salvini urlate al congresso, salvo poi sconfessarle pochi giorni dopo in Consiglio dei ministri”.
Il fatto, dice bene, è che a destra litigano ma poi a un certo punto convergono.
“Sono convinto che sapremo farlo anche noi, perché siamo uniti da molte cose. In primo luogo dalla distanza dalle posizioni Maga e di Trump. Noi apparteniamo tutti a una cultura di americana che guarda a Obama e Clinton, non certo a Trump e Vance. Questo unisce il centrosinistra, in contrapposizione al centrodestra e alle sue misure di facciata”.
L’ultima finanziaria, però è molto concreta: giovani, pensioni, partite Iva.
“Parliamo di misure spot. Meloni, ormai s’è capito, non fa leggi né riforme ma tweet. Come i 9 decreti sicurezza che non hanno certo portato più sicurezza o il piano casa che non ha visto ancora la luce ma è stato già annunciato in decine di video. Questa è la quinta manovra Meloni. Nessun governo ne ha fatte così tante. Eppure non c’è stato finora un provvedimento che abbia cambiato il Paese. Io di manovre ne ho fatte due e, nel bene o nel male, dopo anni si parla ancora di Jobs Act, 80 Euro, Industria 4.0…”.
Torniamo al Campo largo. Al tavolo ci siete. E alle primarie?
“Le primarie saranno una grande festa di popolo dalle quali uscire più forti e con un leader pronto a guidare l’intera squadra fino alla vittoria delle ’secondarie’, contro Giorgia Meloni”.
E quando saranno queste ’secondarie’?
“Si vocifera il 9 maggio. Spero sia vero, perché è la festa dell’Europa. Quale modo migliore per festeggiare se non mandare a casa il governo più nazionalista mai avuto?”.
Ma dunque partecipa alle primarie?
“Di primarie ne ho fatte talmente tante che il dibattito non mi emoziona. A noi va bene tutto. Se saranno a due appoggeremo convintamente Elly Schlein, se saranno aperte presenteremo un nostro candidato”.
Di primarie ne ho fatte talmente tante che il dibattito non mi emoziona. A noi va bene tutto
Ma dopo tutta questa fatica, sia sincero: un governo di centrosinistra durerebbe?
“Primum vincere, deinde philosophari. E vincere stavolta si deve. Chi vincerà avrà davanti il semestre italiano della Ue, l’elezione del Presidente della Repubblica e quella della Consulta. Un altro governo sovranista non possiamo permettercelo”.
E non la preoccupa il vento di destra che spira in Europa?
“Il vento sarà di destra, ma io vedo anche un’altra costante: tutti quello che toccano e sono abbracciati da Trump poi perdono. é già successo in Brasile, Australia, Canada, Ungheria. Ora speriamo accada in Italia”.





