Blog - Stefano Bisi
SfogliAmo.eu
Fondato da Stefano Bisi
Politica

Primarie di coalizione e ipotesi doppio turno

Stefano Ceccanti sul Quotidiano Nazionale si occupa delle primarie di coalizione. Non si vede peraltro come possa negarle il Pd, che nel proprio statuto, da quasi vent’anni, prevede primarie aperte per il proprio segretario esattamente perché è il candidato premier e regola altresì primarie di coalizione per la premiership, sperimentate peraltro nel 2012 a doppio turno, anche consentendo la presenza di un secondo candidato del proprio partito. L’esigenza di indicare in modo trasparente una proposta di guida del governo con strumenti di partecipazione per far comprendere attraverso di essa il profilo prevalente nella coalizione è quindi un tratto identitario del Pd e non può essere addebitato alla legge elettorale. Qualcuno denuncia come incostituzionale quella norma, che è un vincolo di trasparenza per le forze politiche, peraltro efficace solo se il premio scatta, ma a questo punto dovrebbe denunciare come tale persino lo statuto del Pd! Il problema vero, che non si può ignorare e che sta dietro a molti timori al di là delle proposte stravaganti con cui si cerca inutilmente di evitare le primarie, è che in una coalizione così eterogenea i voti dei perdenti potrebbero non sommarsi alle politiche: non è facile che una parte degli elettori di Conte resista a una lista Di Battista qualora vincesse Schlein ed è altrettanto difficile che una parte degli elettori Pd resista al non voto o al voto centrista se vincesse Conte.La riduzione di questo danno eventuale si può fare solo accelerando i tempi, prevedendo le primarie a novembre, dando il tempo per dimenticare il conflitto, ossia esattamente il contrario di chi punta a rinviarle ad anno nuovo nella speranza che esse scompaiano per incanto. Primarie nel 2027, troppo a ridosso delle Politiche, significa perdere consensi, allontanarsi in modo significativo dalla soglia del 42% per il premio. Le cose non sembrano più razionali se ci si volta dalla parte opposta, dove pure il problema della premiership è risolto. Il centrodestra ha impostato una legge per evitare il pareggio, ma di fronte all’ascesa di Vannacci pensa di risolvere la cosa con un appello al voto utile che sgonfi l’estrema in modo da superare il 42%, ma è tutto da dimostrare che su un elettorato radicalizzato l’appello funzioni.

Entrambi gli schieramenti potrebbero superare questa vocazione masochista e tornare a quella maggioritaria introducendo il ballottaggio nella legge elettorale, su cui sarà presentato da vari senatori un apposito emendamento. Sarebbe un sussulto di razionalità perché, l’alternativa, quella di confusi assemblaggi post-elettorali se nessuno arrivasse al 42%, sarebbe di difficile praticabilità e, ove anche realizzata, sarebbe incomprensibile per gli elettori.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da POLITICA

Tutte →