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Presidenza Federcalcio, Malagò continua la corsa nonostante la legge Severino che imporrebbe un “raffreddamento”

La Legge Severino non dovrebbe servire a sbarrare la strada di Giovanni Malagò verso la presidenza della Figc in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno. Il 6 maggio la corsa dell’ex numero uno del Coni alla successione di Gabriele Gravina vivrà una giornata decisiva. La Lega B è orientata a portare ufficialmente in dote il suo 6% che farebbe scollinare Malagò oltre la soglia della maggioranza, aggiungendosi al 17,1% della Serie A e al 30% di calciatori e allenatori. Ne parla in maniera dettagliata La Stampa.

Nelle ore precedenti a questa evoluzione determinante un lancio dell’agenzia Ansa ha parlato dell’ipotesi di ineleggibilità di Malagò, ricondotta a indiscrezioni di fonte politica, per una possibile applicazione dell’istituto del “cooling off”, detto anche “pantouflage” o “raffreddamento”, al passaggio di Malagò dalla presidenza del Coni a quello della Figc. La Legge Severino del 2001 prevede un periodo triennale nel quale un dipendente pubblico non può passare a un soggetto privato al quale era legato da rapporti di controllo e vigilanza. Sullo sfondo è possibile leggere chiaramente il rilancio del tentativo di ottenere il commissariamento della Figc, ipotesi caldeggiata dal governo e da parte dei partiti della maggioranza di centro-destra, che aveva perso ulteriormente fondamento dopo lo scatto di Malagò verso la probabile elezione al vertice di via Allegri.

La Legge Severino mira soprattutto a evitare conflitti di interessebasati su contratti e negoziazioni: ad esempio, un funzionario del ministero della difesa che passa a una società attiva nel settore degli armamenti. Si parla di incarichi conferiti con nomine o assunzioni, mentre Malagò sarebbe eletto da un’assemblea federale. Il Coni rientra nell’ambito di applicazione della Legge Severino, ma non è chiaro se possa valere lo stesso per la Figc che non è un’azienda ma un’associazione. Inoltre c’è il precedente di Gianni Petrucci che passò immediatamente dalla presidenza del Coni a quella della Federazione basket nel 2013.

In realtà esponenti del centro-destra avrebbero già sondato sulla questione l’Autorità nazionale anticorruzione, chiamata a decidere sull’applicazione caso per caso di questo aspetto della Legge Severino. L’Anac avrebbe risposto che il “cooling off” triennale non sarebbe applicabile a questa fattispecie. Quindi Malagò può proseguire la sua campagna elettorale. Anche se è prevedibile che, da qui al 22 giugno, i settori della maggioranza contrari alla sua elezione proveranno altre mosse per complicare la sua elezione e insistere sul commissariamento della Figc.

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