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Pochi episodi positivi non bastano a risollevare la reputazione di un Paese in breve tempo

Paolo Balduzzi sul Messaggero parte da una celebre massima di Warren Buffett sulla reputazione – difficile da costruire, facilissima da perdere – per applicarla al caso italiano. L’Italia, ricorda l’autore, ha avuto anche momenti di solidità: tra i fondatori della Comunità economica europea e tra i primi Paesi dell’euro, capace inoltre di ridurre significativamente il rapporto debito/Pil tra fine anni Novanta e primi Duemila, prima di disperdere quei risultati nei quindici anni successivi. La reputazione di un Paese, osserva, si misura soprattutto sui mercati, cioè nel rendimento dei titoli di Stato. In questo senso, dal Rapporto annuale della Bce emerge un dato positivo: in un 2025 segnato da volatilità legata alla spesa per la difesa e alle tensioni commerciali globali, i rendimenti dei titoli decennali italiani sono rimasti sostanzialmente stabili, sostenuti dal consolidamento dei conti pubblici, a differenza di quanto accaduto in altri grandi Paesi europei, un segnale che contrasta almeno in parte la percezione negativa consolidata. Un secondo elemento riguarda il Pnrr: sul piano critico, la crescita generata finora dagli investimenti è stata inferiore alle attese, anche al netto dei fattori esterni; tuttavia, sul versante delle riforme, il bilancio appare più favorevole, poiché l’Italia ha rispettato una delle condizioni essenziali del Piano approvando interventi strutturali rilevanti, dalla digitalizzazione della pubblica amministrazione e della giustizia alla riforma dei processi, dalla concorrenza alle concessioni balneari, fino all’istruzione tecnica, alla logistica portuale e ai tempi di pagamento della Pa. Questi progressi non bastano a cancellare una reputazione segnata da debito elevato, instabilità e ricorso frequente al deficit, ma rappresentano segnali concreti di miglioramento; riconoscerli non significa ignorare i problemi, bensì restituire un quadro più equilibrato. Non saranno pochi episodi positivi a ribaltare in tempi brevi un giudizio costruito in decenni, ma è proprio dalla loro somma che può prendere forma un percorso diverso: saperli leggere e valorizzare contribuisce a rafforzare la fiducia nel futuro e, con essa, la solidità complessiva del Paese.

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