Più figli minorenni hai e più voti puoi esprimere alle elezioni politiche, è la proposta di Vannacci
Il passaggio più atteso dell’intervista di Roberto Vannacci alla kermesse di Affaritaliani.it a Ceglie Messapica riguarda la proposta del voto plurimo legato ai figli, bollata da Matteo Salvini — dallo stesso palco — come «una sciocchezza». Vannacci risponde punto su punto: «È esattamente quello che dicevo prima: la gente parla del programma senza averlo letto, ed evidentemente il segretario della Lega ha fatto la stessa cosa». La proposta, spiega, consiste nell’estendere il voto anche ai figli minorenni delle famiglie, esercitato dai genitori: «Vogliamo dare maggiore rilevanza alla famiglia e abbiamo rispolverato una proposta che non era stata fatta da un dittatore o da chissà quale persona strana, ma dall’economista Luigi Campiglio e dall’ex ministro Maurizio Sacconi una trentina di anni fa. Quindi non viene dal nulla».
La logica, argomenta, è quella della responsabilità: «Se i genitori sono responsabili dei propri figli, si potrebbe accostare a questa responsabilità anche la possibilità di esprimere un voto che andrebbe a condizionare la politica che costruirà il futuro di questi figli». Vannacci riconosce l’ostacolo costituzionale: «So benissimo che c’è un articolo della Costituzione che andrebbe variato. Infatti nel nostro programma è solamente uno spunto di discussione, introdotto con un condizionale. Quando il ministro Salvini leggerà il nostro programma potrà inquadrare le nostre proposte; se si basa sui titoli di una certa stampa, rischia di fare qualche capitombolo».


