Piombino può avere un futuro industriale ma no a veti e ritardi inaccettabili
Pablo Cinci*.
Investimento Metinvest-Adria: difendiamo il lavoro e il futuro industriale di Piombino. No a veti
e ritardi inaccettabili.
A oltre dodici anni dalla fermata dell’area a caldo, il tessuto socio-economico del comprensorio di Piombino
porta ancora i segni tangibili di una crisi che ha impoverito le famiglie, sottratto prospettive alle nuove
generazioni e spento il motore economico del territorio.
In questo scenario, il progetto per la realizzazione del nuovo impianto siderurgico Metinvest-Adria non
rappresenta semplicemente un investimento privato importante, ma costituisce il pilastro imprescindibile e
non negoziabile per il reale rilancio produttivo e occupazionale della nostra città.
Si tratta di un’opportunità strategica di portata storica, capace di innescare sinergie strutturali con le realtà
già operative nel nostro comprensorio, a partire dallo stabilimento Magona, andando a rafforzare l’intero
distretto industriale creando una filiera siderurgica solida, integrata e all’avanguardia.
In questo conseguiremo l’obiettivo di difendere i livelli occupazionali e restituire centralità alla cultura del
lavoro industriale, che da sempre definisce la nostra comunità.
In questo quadro, accogliamo con un forte e convinto plauso la decisione del Governo di nominare i
Commissari straordinari. Si tratta di una scelta eccellente che va nella giusta direzione: quella di rendere il più
rapido ed efficiente possibile l’iter autorizzativo, superando i pesanti vincoli burocratici e assicurando una regia
unica capace di stringere i tempi di un cronoprogramma decisivo per la nostra comunità.
In merito alle osservazioni depositate dalle associazioni ambientaliste nell’ambito del procedimento di
verifica di assoggettabilità alla VIA attualmente in corso, l’Associazione “Appello per il Lavoro e lo Sviluppo”
ritiene doveroso ristabilire il giusto ordine delle competenze. WWF e Legambiente “suggeriscono”
esplicitamente le conclusioni dell’attuale iter agli enti tecnici, spingendo affinché l’attuale procedura di verifica
si chiuda indicando la necessità di procedere alla VIA ordinaria.
A nostro parere gli enti tecnici preposti possiedono un rigore scientifico, una competenza e una qualità
metodologica indiscutibili. Gli uffici regionali e ministeriali non hanno certamente bisogno di suggeritori che
indichino loro l’esito delle procedure per sapere come svolgere il proprio dovere o come indirizzare i necessari
approfondimenti tecnico-scientifici a tutela del territorio ed in questo ambito non c’è bisogno di
strumentalizzazioni o pressioni politiche su chi, in scienza e coscienza, svolge il proprio lavoro.
Riteniamo invece fondamentale procedere rapidamente con l’apertura dei cantieri, avviando in concreto la
fase realizzativa.
Temporeggiare in questa fase significa mettere concretamente in pericolo l’investimento complessivo.
Inoltre, la rapidità dell’iter autorizzativo è l’unica vera garanzia occupazionale per il personale che oggi si trova
in forza a JSW: solo il completamento tempestivo dei nuovi impianti consentirà il loro necessario e sicuro
traghettamento nella nuova realtà produttiva di Metinvest-Adria, ponendo fine ad anni di cassa integrazione
e incertezza.
E’ doveroso evidenziare che, le richieste delle associazioni ambientaliste, di indirizzare l’esito dello screening
verso una procedura di VIA ordinaria si tradurrebbero, nei fatti, in un allungamento dei tempi autorizzativi
stimabile tra i 6 e i 12 mesi. In un mercato globale estremamente competitivo, un simile rinvio metterebbe a
serio rischio le prospettive industriali piombinesi. Chi sceglie oggi la strada dell’ostruzionismo e del ritardoburocratico si assume una responsabilità politica gravissima nei confronti della città, dei lavoratori e delle loro
famiglie. Non possiamo permettere che il diritto al lavoro venga nuovamente sacrificato.
*Pablo Cinci è presidente di Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino





