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Toscana

Pier Guido Landi, il poliedrico senese non amante dei riflettori

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Pier Luigi Fabrizi.

Pier Guido Landi nasce non a Siena, ma in provincia. Per la precisione a Castelnuovo Berardenga il 19 febbraio 1936, dove il babbo Gino insegnava come maestro di scuola elementare. Siena però è nel suo sangue e nel suo destino. Il nonno paterno Guido, infatti, apre in Città, pochi anni dopo la nascita di Pier Guido, il Forno delle Campane e, nel maggio del 1945 quando Pier Guido ha poco più di nove anni, tutta la sua famiglia si trasferisce a Siena in Via del Comune, nel cuore della Nobil Contrada del Bruco. Questa brevissima premessa anagrafica semplicemente per dire che Pier Guido “non è nato nelle lastre”, ma certamente è un “benemerito della Città di Siena” così come richiesto dall’art. 6 dello “Statuto per il Conferimento del Mangia” ai fini dell’assegnazione della Medaglia di Civica Riconoscenza. Benemeriti della Città però non si può essere solo perché un nonno, peraltro con un fratello, Modesto Landi, maggiordomo personale del Conte Chigi Saracini, ha avuto l’idea di aprire una bottega che diventerà storica o perché la propria famiglia a un certo punto della vita prende casa a Siena. Per essere “benemeriti” occorre tutt’altro e molto di più e questo tutt’altro e molto di più Pier Guido lo ha fatto non appena ha avuto l’età della ragione e lo ha poi sviluppato nel tempo.

I meriti relativi a quanto da lui realizzato per Siena sono riconducibili ai suoi due fondamentali percorsi di vita, di seguito rappresentati separatamente, ma di fatto strettamente interconnessi: quello del Contradaiolo e quello del Collezionista. Il “percorso del Contradaiolo” inizia con un battesimo di fuoco: Pier Guido è spettatore attento e attivo, ovviamente come lo poteva essere un bambino di appena nove anni, del Palio della Pace corso il 20 agosto 1945, un Palio che vede il Bruco protagonista particolare e sfortunato. Per dare conto di questo primo passaggio non possiamo che rimettersi alla sua memoria e il suo racconto è talmente lucido da riuscire a far vivere e, addirittura, vedere quei momenti anche a chi non li ha vissuti. Da quel racconto traspaiono subito la passione e il cuore di Pier Guido conditi dal sale della polemica e della voglia di far rispettare sé stesso e la sua Contrada. Per arrivare alle benemerenze, però, bisogna ovviamente attendere che Pier Guido cresca, cioè che da bambino diventi ragazzo e poi adulto, ma soprattutto che da semplice contradaiolo passi a essere dirigente di Contrada, personaggio del Palio, uomo delle istituzioni paliesche, tre funzioni ben distinte, ma inevitabilmente compenetrate. Come “dirigente di Contrada”, è chiamato a rivestire vari ruoli all’interno della Nobil Contrada del Bruco, prima nell’ambito dello staff Palio (Mangino del Popolo negli anni 1967, 1969, 1974 e 1975) e poi nell’ambito della Contrada (inizialmente Vice Archivista e poi Vicario nel 1985 del compianto Rettore Germano Trapassi). Come “personaggio del Palio”, si appassiona a fare il “cavallaio” nel senso che, per oltre 25 anni, dal 1964 al 1990, inizialmente con uno o due amici e poi con diversi altri “passionisti” del Bruco (in rigido ordine alfabetico, come lui è solito ricordarli, Danilo Boschi, Guerriero Cappannoli, Paolo Menicori, Ferruccio Pacciani, Claudio Pallanti e Antonio Vegni) e sulla base di regole molto precise che disciplinavano i loro rapporti interni, è comproprietario di molti cavalli tra i quali, per quanto riguarda i cavalli da Piazza, il mitico Urbino de Ozieri e gli ottimi Zalia de Ozieri e Volturno. Come “uomo delle istituzioni paliesche”, gli vengono attribuiti incarichi di responsabilità, in particolare è Presidente del Comitato Amici del Palio negli anni dal 1970 al 1976, Giudice della Vincita nel 1980 e nel 1981, Deputato della Festa nel 1984. Un vero e proprio tourbillon di ruoli e di incarichi tenuti insieme da un doppio fil rouge rappresentato dalla passione da un lato e dallo spirito di iniziativa dall’altro. Il profilo passionale emerge soprattutto all’interno del Bruco. Innumerevoli gli episodi e gli aneddoti che meriterebbero di essere raccontati. Tra i tanti, quelli che Pier Guido spesso ricorda e che in effetti lo rappresentano perfettamente sono due. Il primo è riconducibile alla presenza nel libro dei verbali dell’Assemblea del Popolo della Nobil Contrada del Bruco di un verbale di vecchia data con una parte in bianco sostitutiva di un suo “acceso” intervento che evidentemente il verbalizzatore dell’epoca o chi per lui ritenne opportuno non riportare probabilmente in quanto troppo trasgressivo o, forse, semplicemente di cuore e sincero. Pier Guido ha provato anche in tempi recenti a proporre di riempire quell’omissione, ma la soluzione a lui gradita non è mai stata trovata anche perché lui, appunto per amore della verità, vorrebbe una riproduzione quasi integrale di quella serata, cosa evidentemente impossibile da realizzare in quanto la stragrande maggioranza dei presenti purtroppo non c’è più. Il secondo fatto risale al Palio dell’ agosto 1967 quando il Bruco aveva Arianna come cavallo e montava come fantino il mitico Giuseppe Gentili soprannominato Ciancone ritornato a Siena tra molte polemiche dopo l’episodio della famosa “rigirata” di qualche anno prima. Alla fine della prova generale ci fu un po’ di confusione e Pier Guido, prontamente e legittimamente sceso in pista in quanto mangino, ebbe qualche conseguenza fisica perché, così si narra ma la narrazione lascia spazio a qualche margine di dubbio, caduto a terra urtato da Arianna al momento di riprendere Ciancone che scendeva da cavallo. Sia andata come sia andata la conseguenza fisica riguardò i denti, ma lui evidentemente non si preoccupò gran che di curarli al meglio tanto che non più tardi di qualche settimana fa, incontrandolo in Banchi di Sopra e domandandogli come stava, mi rispose che andava dal dentista aggiungendo “…..sai è da quell’episodio del 1967 che i miei denti hanno qualche problema…”. Dicevo prima che, accanto alla passione, l’altro aspetto che ha sempre caratterizzato l’agire contradaiolo e paliesco di Pier Guido è stato quello dello spirito d’iniziativa. La sua intraprendenza si è manifestata in ogni ruolo e in ogni attività. All’interno del Bruco, per esempio, dando un fondamentale contributo, con Fabio Pacciani e con Francesco Tiravelli, all’avvio nel 2009 di quell’iniziativa storica e culturale che successivamente sarebbe diventata la mostra “Memorabilia” arrivata quest’anno alla sua quattordicesima edizione. In questa sede, peraltro, ritengo che l’intraprendenza di Pier Guido meriti di essere sottolineata soprattutto in relazione alle funzioni da lui svolte al di fuori della sua Contrada. Pier Guido caratterialmente è una persona molto vivace e sempre in movimento e, quindi, la sua disponibilità a rivestire diversi ruoli all’interno del mondo delle Contrade non è mai mancata, così come la sua interpretazione di tali ruoli è sempre stata molto dinamica e particolarmente attenta a salvaguardare al meglio gli interessi del Palio e di Siena. Sono sufficienti alcuni esempi e in questo caso si tratta non di episodi o di aneddoti, bensì di fatti circostanziati. In qualità di “personaggio del Palio”: l’essere stato chiamato nel 1966 dal Commissario Prefettizio dell’epoca a far parte della Commissione per la Revisione del Regolamento del Palio nella veste di semplice contradaiolo; l’aver assunto nel 1982 il ruolo di Responsabile dell’Associazione dei Proprietari di Cavalli Mezzosangue per il Palio; l’ essere stato uno stimato collaboratore della famosa rivista di storia senese “Il Carroccio” negli oltre trent’anni, dal 1985 al 2018, della sua ininterrotta pubblicazione. In qualità di “uomo delle istituzioni paliesche”: l’aver promosso, nei sei anni nei quali è stato Presidente del Comitato Amici del Palio, molteplici e svariate iniziative. Tra di esse merita ricordare: la ricerca continua dentro e fuori le mura di soggetti istituzionali (dalla Banca Monte dei Paschi di Siena al Comune di Milano) che offrissero il Masgalano; l’organizzazione nel 1972 di una mostra fotografica su tutto quanto riferibile al Palio in occasione del venticinquesimo anniversario della costituzione del Comitato; la richiesta, non accolta dalle Autorità competenti, dello svolgimento di un Palio a Sorpresa; l’impegno a scongiurare nel 1976, impegno assolto con successo, il rischio dell’assenza del Drappello dei Carabinieri prima dell’ingresso del Corteo Storico. Passando ora a delineare l’altro dei due percorsi di vita richiamati all’inizio, cioè il “percorso del collezionista”, il punto di partenza è rappresentato dalla scelta di Pier Guido, che già nutriva una passione giovanile per i francobolli, di poter usufruire nel 1949 di una borsa di studio, da lui vinta in un concorso riservato ai figli orfani (la mamma Dolores Squarci era deceduta l’anno precedente) di famiglie di maestri elementari, in una località che evoca chiaramente proprio i francobolli, cioè nella Repubblica di San Marino presso il Collegio Governativo Belluzzi. In quella sede Pier Guido frequenta il Liceo Classico e, dopo il conseguimento della maturità, prosegue gli studi prima all’Università di Firenze dove si iscrive alla Facoltà di Fisica e poco tempo dopo, cambiando completamente strada, all’Università di Siena dove opta per la Facoltà di Giurisprudenza. San Marino però, oltre all’impronta indelebile del latino e del greco, evidentemente gli accende in modo definitivo il fuoco latente della passione per il collezionismo. Ed è questa la strada che Pier Guido decide di intraprendere a discapito del proseguimento degli studi universitari e andando contro il parere del babbo e di altre persone a lui vicine. La sua passione si sviluppa in maniera articolata nel senso che, partendo dall’iniziale amore per la collezione dei francobolli, si allarga poi alle monete di epoca moderna e alle cartoline e all’oggettistica paliesca e contradaiola di Siena aprendosi progressivamente anche verso la compravendita, in prevalenza al dettaglio ma in parte anche all’ingrosso, di tutto quanto di volta in volta reperito e conservato. Dentro Pier Guido collezionismo e commercio si affiancano e si compenetrano sostenuti da quello stesso spirito d’iniziativa che contemporaneamente alimenta la sua vita di contradaiolo.

A guidarlo nel lavoro sono tre sue anime distinte, ma a loro volta strettamente interdipendenti: quella del filatelico, quella del numismatico, quella del cultore di cose senesi. Come “filatelico”, Pier Guido sviluppa la sua originaria passione fin dalla seconda metà degli anni Cinquanta frequentando assiduamente il Circolo Filatelico Senese di cui in poco tempo diviene il Segretario con alla Presidenza l’avvocato Emilio Beccarini Crescenzi. Dalla loro iniziativa nascono prima (dicembre 1960) la Mostra Filatelica Nazionale e qualche tempo dopo (dicembre 1963) la Settimana Filatelica Nazionale. Il successo di questi eventi e la vocazione naturale per il commercio lo portano nel 1964 ad aprire a Siena, insieme a due amici, lo Studio Filatelico Senese. Poco tempo dopo Pier Guido, pur in mezzo alle incertezze generate dal volatile andamento delle quotazioni dei francobolli, allarga la sua attività oltre i confini locali partecipando a fieri e mercati in giro per l’Italia e gestendo, insieme ad altri colleghi del settore, alcuni negozi filatelici inizialmente a Milano, poi a Napoli e infine ad Arezzo. Nel frattempo, l’attività in Città viene trasferita nel negozio di Banchi di Sopra e infine in Via del Refe Nero dove, insieme all’amico Paolo Cellerai, apre nel 2008 il negozio “Collezionare a Siena” che poi chiuderà nel 2014 (A corredo di questa presentazione una delle tantissime foto della collezione di Pier Guido Landi). Come “numismatico”, Pier Guido, che non si ritiene tale e che mi ha costretto a lunghe spiegazioni per convincerlo (senza peraltro riuscirci del tutto) che invece lo è stato e lo è ancora, si occupa principalmente della collezione e del commercio di monete coniate nell’epoca moderna. Questa attività si affianca a quella principale di collezione e di commercio dei francobolli ricalcandone le modalità e avvalendosi dei medesimi riferimenti commerciali.

Come “cultore di cose senesi”, Pier Guido esplora invece un campo di attività innovativo e particolare. Il riferimento di questo specifico segmento del suo lavoro è rappresentato dall’oggettistica della nostra Città, con particolare attinenza al Palio e alle Contrade e sotto la forma della collezione e del commercio di una vasta gamma di prodotti, dalle cartoline ai libri, dalle stampe ai quadri, dalla ceramica a qualche rarità di minuteria contradaiola. Nell’ambito appena descritto, la benemerenza di Pier Guido nei confronti di Siena è lampante. Relativamente alla collezione e al commercio dell’oggettistica paliesca e contradaiola, infatti, Pier Guido non solo assurge a figura di assoluto riferimento per l’Italia, ma soprattutto contribuisce a diffondere nel Paese questa originale forma di rappresentazione della cultura e dei valori della nostra Città. La stessa benemerenza, d’altra parte, era già maturata in precedenza con riferimento alla sua attività di “filatelico”. La notorietà di Pier Guido nel Paese, infatti, viene da lontano. Nel campo della filatelia, già agli inizi degli anni Ottanta egli viene eletto consigliere della Federazione Nazionale Commercianti Filatelici Italiani della quale poi è nominato Presidente nel 1985, ruolo che ricoprirà per quattro mandati consecutivi fino al 1993, realizzando molteplici iniziative in varie Città italiane e a San Marino e sviluppando significative relazioni personali, una per tutte quella con Alberto Bolaffi, un nome e un cognome storici del mondo della filatelia. Sempre nel campo filatelico, la benemerenza verso Siena ha anche risvolti internazionali nel momento in cui partecipa come relatore a Parigi al Convegno della International Federation of Stamp Dealers Associations e, soprattutto, allorché il senese Pier Guido Landi, da ricordare che tra gli addetti ai lavori Pier Guido era soprannominato “Siena”, si afferma di fatto come uno dei principali, se non addirittura il primo, commerciante mondiale all’ingrosso dei francobolli emessi dalla Città del Vaticano e dalla Repubblica di San Marino.

Pier Guido ha compiuto da pochi mesi 90 anni e vive la sua attuale età serenamente vicino alla compagna di sempre, l’amata moglie signora Giuliana Ciardi con la quale lui tiene a ricordare il momento del fidanzamento avvenuto il 4 ottobre 1954 in Piazza San Francesco. Non ostante il tempo trascorso, lo spirito e il carattere di Pier Guido sono rimasti quelli degli anni passati. Come Contradaiolo non manca di far sentire la sua voce, sempre ricca di spunti e pervasa da una verve polemica e al tempo stesso stimolante che origina dal suo grande amore per il Bruco, all’interno dei Collegio dei Maggiorenti e, quando gli è possibile, anche all’interno del Consiglio di Seggio e dell’Assemblea del Popolo. Come Collezionista non sono poche le persone, senesi e non senesi, che si rivolgono a lui per un consiglio in tema di francobolli e di monete oppure per parlare di Siena, della sua storia, della sua cultura, dei suoi valori e degli “oggetti da collezione” palieschi e contradaioli. C’è, infine, un tratto di Pier Guido che ho volutamente lasciato per ultimo. Pier Guido è una persona altruista e generosa. Non ci sono in proposito fatti e circostanze da raccontare e da rendere di pubblico dominio. Lui non vuole e, d’altra parte, chi lo conosce bene sa altrettanto bene di queste sue grandi qualità. Grazie di tutto Pier Guido e buona vita. 

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