Per Belpietro il Campo largo non ha bisogno di primarie perché ha già un leader
Il direttore Maurizio Belpietro su La Verità sostiene che il leader del «campo largo» non abbia bisogno di primarie, perché sarebbe già rappresentato da Sergio Mattarella. Secondo l’autore, il presidente della Repubblica eserciterebbe da tempo una funzione di contrasto rispetto al governo di Giorgia Meloni, intervenendo pubblicamente su temi come immigrazione, magistratura e sicurezza. Belpietro cita il recente confronto sulle classi multietniche: all’annuncio di Meloni su un provvedimento per evitare che gli studenti italiani diventino minoranza in alcune classi, Mattarella avrebbe risposto difendendo l’integrazione e mettendo in guardia dal rischio di ghettizzazione. L’autore ricorda inoltre che, 36 anni fa, il ministero guidato dallo stesso Mattarella aveva emanato una circolare analoga alla misura annunciata dal governo. Secondo Belpietro, gli episodi di contrapposizione sarebbero numerosi: alle dichiarazioni del premier contro l’immigrazione irregolare seguirebbero richiami del Quirinale all’accoglienza, mentre alle critiche dell’esecutivo verso alcune decisioni giudiziarie farebbero da contraltare gli appelli presidenziali all’autonomia della magistratura. A questi interventi pubblici si aggiungerebbe un’attività riservata degli uffici quirinalizi, volta a modificare o «sterilizzare» i provvedimenti governativi prima della loro approvazione. L’autore interpreta l’evoluzione del ruolo presidenziale, da Napolitano a Mattarella, come uno spostamento verso una Repubblica presidenziale senza elezione popolare. A suo giudizio, il Parlamento sarebbe indebolito dal frequente ricorso alla fiducia, mentre il Quirinale eserciterebbe prerogative simili a un potere di veto. Belpietro conclude ipotizzando che Mattarella possa intervenire anche in difesa dei medici contrari al trasferimento dei migranti nei Cpr, accusando il presidente di applicare criteri diversi rispetto alla questione delle vaccinazioni.





