Palio: Nicchio e Lupa favorite e l’Aquila sogna il cappotto ma con l’incognita maltempo
Alle 19 del 17 agosto l’Entrone si apre sul Palio dell’Assunta e Siena si ferma, se non piove. La città è in fermento e in attesa, piena di senesi, contradaioli e turisti arrivati per una Carriera che si annuncia apertissima. Le polemiche dei giorni scorsi sul Drappellone restano fuori dal tufo: adesso conta soltanto la Festa, con i suoi equilibri sottili, le rivalità, la mossa e tutto quello che può cambiare in pochi secondi.
Il borsino delle favorite è abbastanza chiaro. Nicchio – Tittia su Anda e Bola parte davanti a tutti: accoppiata forte, brillante, credibile anche di rincorsa. Lupa – Diodoro su Velluto è la principale alternativa, solida e pesante. Aquila – Brigante su Benitos resta appena dietro solo sulla carta, perché per qualità è sul livello delle prime due. Onda – Virgola su Viso d’Angelo ha una accoppiata offensiva. Torre – Gingillo su Donrodrigo è l’outsider di lusso, pronta a entrare nella partita. Più dietro ma non escluse Selva – Grandine su Canarinu, Chiocciola – Scompiglio su Arestetulesu, Istrice – Tamurè su Ares Elce, Oca – Michel Putzu su Diamante Sauro e Giraffa – Turbine su Euskaldi. Insomma, Nicchio e Lupa sono davanti; Aquila e Onda subito sotto; Torre prima inseguitrice. Selva e Chiocciola possono entrare nel Palio se la corsa si sporca; Istrice e Oca cercano l’episodio giusto.
Giraffa parte più indietro, ma in Piazza nessuno resta davvero fuori. E poi ci sono le rivalità ed il fato, soprattutto quest’ultimo.
Per quanto riguarda le curiosità, il Nicchio, non è di rincorsa da tredici anni. Anche per Tittia non è una situazione abituale: non affronta la decima posizione dall’agosto 2017. Il suo cavallo, Anda e Bola, questa soluzione la conosce già, essendo stato due volte di rincorsa. Il rione dei Pispini arriva a questo Palio con una delle accoppiate più forti e con un digiuno che dura dall’agosto 1998. Insieme alla Chiocciola, è una delle due sole Contrade che non hanno ancora vinto nel XXI secolo.
C’è poi il tema della cuffia. A luglio l’Aquila la lascia al Nicchio. Nella storia esiste un solo precedente di assegnazione consecutiva tra luglio e agosto: accadde nel 1794. Se stasera vincesse il Nicchio, a diventare nonna sarà la Chiocciola, che non trionfa da 27 anni. Per San Marco sarebbe un passaggio storico: l’ultima volta da nonna risale al 1906. Un altro dato curioso riguarda Oca e Tartuca, uniche Contrade che nella storia non hanno mai portato la cuffia. In 17 occasioni, invece, una Contrada riesce a togliersela proprio ad agosto. La Lupa resta un caso unico: nel 2016 se la toglie vincendo e facendo addirittura cappotto.
I digiuni, del resto, raccontano bene il peso di questa sera. Il Nicchio arriva a 28 anni senza vittorie, nuovo record moderno per la Contrada, mentre la Chiocciola tocca quota 27 e eguaglia una delle sue attese più lunghe. Tra le altre che corrono, la Giraffa non vince dal 2019, l’Istrice dal 2008, la Torre dal 2015, la Selva dal 2023, Onda e Lupa dal 2024, l’Oca dal luglio 2025. L’Aquila, invece, si presenta da trionfatrice in carica.
Sul fronte fantini, il nome centrale resta quello di Giovanni Atzeni detto Tittia, che va a caccia della tredicesima vittoria. Con un altro successo raggiungerebbe Trecciolino a quota 13 e si porterebbe a un solo Palio da Aceto, fermo a 14. Dopo il trionfo del 3 luglio, Tittia entra già nel gruppo dei dieci fantini più vincenti di sempre con 12 successi.
Ora i numeri finiscono, e comincia il Palio. Tutto resta appeso alla mossa, al Verrocchio, al primo San Martino e a quella manciata di secondi in cui Siena, ancora una volta, si gioca tutto.


