#POLITICA #ULTIME NOTIZIE

Nordio conferma: “Sulla giustizia andiamo avanti”

II decreto Sicurezza è passato e anche il suo correttivo. Ministro Carlo Nordio, è stato un «pasticcio costituzionale?» chiede Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera. «Ma no. È stato un provvedimento sostanzialmente in linea con gli altri Paesi europei, probabilmente redatto senza un’adeguata riflessione formale. Perché nelle leggi la forma è sostanza. Ma abbiamo rimediato in modo soddisfacente». C’è chi grida all’incostituzionalità del fermo anticipato o della revoca del gratuito patrocinio. Da garantista che ne pensa? «Polemica vana. Come lo è stata quella sui centri in Albania: l’avvocato generale presso la Corte europea (il nostro pm) ha dato un parere importantissimo: la soluzione italiana è perfettamente in linea con l’ordinamento europeo». FI le ha scritto sollecitando la ripresa del dialogo sulla giustizia. Una strigliata? «No, solo una sollecitazione tra alleati. Più che comprensibile, ma superflua». Perché? «La settimana scorsa avevamo già concordato, proprio con i sottosegretari di FI e Lega, un cronoprogramma articolato. La riunione è stata ripetuta giovedì a livello più allargato, anche con il nuovo sottosegretario Balboni. È un calendario fittissimo, speriamo solo che sia compatibile con gli impegni del Parlamento». Ma è possibile ricucire i rapporti con l’Anm? «Assolutamente sì. Avevo detto che in caso di vittoria del Si avrei convocato un tavolo con magistratura, avvocatura e mondo accademico per le leggi di attuazione, a maggior ragione ora il dialogo deve riprendere. In modo pacato e razionale. Già il 29 avremo un confronto con Ann e Cnf. Successivamente avremo un’interlocuzione con il Consiglio superiore della magistratura». Da cosa partirete? «Da temi concreti». Per esempio? «All’Anm che sostiene la necessità di una radicale depenalizzazione chiederemo di darci un elenco dettagliato dei reati che vorrebbe depenalizzare». Non era un po’ sparito dopo il referendum? «Mi sono preso una settimana di meritato riposo, dopo due mesi di campagna referendaria con oltre un centinaio di interventi dal Piemonte alla Sicilia. Poi c’è stata la ricomposizione dello staff ministeriale e ora siamo pienamente operativi». Come ha preso la sconfitta? «Pensando che il successo non è mai definitivo e il fallimento non è mai fatale. Me ne sono subito assunto pubblicamente la responsabilità politica, con tutte le possibili logiche conseguenze». Era pronto a lasciare? «Naturalmente sì, se fosse stato nell’interesse del governo. Invece sono ancora qui, e rimarrò, se Dio vorrà, fino alla fine della legislatura». A cosa attribuisce il No? «Difetto di comunicazione. Noi ci siamo concentrati sui contenuti di una riforma complessa. Loro hanno adoperato slogan più efficaci e suggestivi, con una diffusione più capillare. Ma l’opposizione sbaglia se crede che sia una vittoria politica. Le elezioni non si vincono con i No». Dopo il No? «Un autorevolissimo editorialista ha scritto che sarebbe stata la prima vera riforma liberale dalla fondazione della Repubblica. Dovremo attendere molto prima di un’altra occasione per allinearci alle grandi democrazie occidentali. Nel frattempo possiamo fare molte cose utili». Aveva detto che si sarebbe occupato di efficienza. «Appunto. Pascal lo chiamava “le bon usage des maladies”, noi faremo buon uso della sconfitta. In questi giorni abbiamo definito il cronoprogramma. Ci concentreremo sull’accelerazione dei concorsi di magistratura, per colmare gli organici; l’assunzione di altri 25 magistrati per attuare la collegialità dell’ordinanza della carcerazione preventiva; la retribuzione dei magistrati onorari per evitare la procedura di infrazione europea; la stabilizzazione degli appartenenti all’ufficio del processo, originariamente precari; l’informatizzazione dei fascicoli e tante altre cose che non fanno notizia ma che ci consentiranno entro giugno di prendere i soldi del Pnrr». FI chiede di accelerare sulle intercettazioni. Lo farà? «Non dipende da me. È un problema parlamentare, perché è lì che se ne sta discutendo. Anche noi auspichiamo che facciano in fretta». 

Nordio conferma: “Sulla giustizia andiamo avanti”

Il fronte si infiamma, il cessate il

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti