Blog - Stefano Bisi
SfogliAmo.eu
Fondato da Stefano Bisi
Q8
Toscana

Non è legittimo utilizzare le donne trans come parametro di bruttezza e sproporzione

Screenshot

L’avvocato Roberta Parigiani sui social ha commentato il drappellone di Teodora Axente.

“Sono nata e cresciuta a Siena, la città del Palio. Solitamente, uscendo fuori dalle mura di Siena, il tema che fa discutere del Palio è il dibattito sul diritto degli animali; quest’anno invece si aggiunge una inedita polemica. La raffigurazione della Madonna sul Drappellone: che non sta piacendo perché riterrebbe una presunta Madonna transgender. E si sa: per l’italiano medio, di destra come di sinistra, transgender vuol dire brutto. A qualcuno il drappellone non è piaciuto, in quanto la Madonna sarebbe poco proporzionata. Gusti personali, legittimi. Quello che non è legittimo è utilizzare le donne trans come parametro di bruttezza e sproporzione. Non serve neanche dire che non ti piaccia, basta dire ‘La Madonna pare un trans’: che ciò sua brutto diventa implicito. L’occasione non poteva essere più ghiotta per fare un po’ di propaganda. Libero lo dà per certo: la Madonna diventa transgender e ci spara sopra una supercazzola per creare uno scandalo e vomitarlo addosso alle persone transgender. Poco importa che la pittrice abbia detto che l’impostazione estetica peculiare è solo un richiamo all’iconografia ortodossa (e quindi le persone trans non c’entrano nulla)… L’odio e la transfobia partono da qui: dall’aver mostrificato talmente tanto le persone trans che ormai, nel pensiero dell’italiano medio, trans equivale a brutto. Sei brutta? Allora ‘sembri trans’; specchio di questo è quel presunto complimento che qualche persona cisgender crede di star facendo alle donne trans, quando afferma ‘non sembri trans’. E perchè? Che c’è di male? Chi ha detto che sia sinonimo di bruttezza? Ma voi persone cisgender vi guardate mai allo specchio?”

Q8
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da CULTURA

Tutte →