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Economia

Monte dei Paschi, il 20 agosto cda di Rocca Salimbeni e l’incontro con Giorgetti rinviato al 25

Banca Monte dei Paschi fa sul serio e anche in queste ore l’ad Luigi Lovaglio sta mettendo a punto le ops che vorrebbe lanciare su Banco Bpm e su Banca Generali. Per il 20 agosto è stato convocato il consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni mentre l’incontro delle istituzioni locali con il ministro Giancarlo Giorgetti è stato rinviato al 25 di questo mese.

Secondo il Giornale d’Italia una delle operazioni allo studio avrebbe come obiettivo Banco Bpm, dopo il mancato avanzamento del precedente progetto di aggregazione tra i due istituti. Un eventuale nuovo tentativo dovrebbe però confrontarsi con la posizione di Crédit Agricole, che con una partecipazione prossima al 30%rappresenta il principale azionista della banca guidata da Giuseppe Castagna.

Il gruppo francese ha finora mostrato contrarietà rispetto a una combinazione tra Banco Bpm e Mps. Nonostante questa posizione, Lovaglio starebbe valutando la possibilità di aprire un confronto diretto con Crédit Agricole per verificare la possibilità di raggiungere un’intesa.

Tra le soluzioni ipotizzate rientrerebbe uno scambio azionario, una struttura che permetterebbe di limitare il ricorso a nuova liquidità e che potrebbe portare Crédit Agricole a diventare azionista della realtà risultante dall’eventuale integrazione. Il progetto dovrebbe tuttavia superare anche le divisioni interne a Mps, dove alcuni consiglieri avrebbero espresso perplessità sulla strategia adottata nelle operazioni straordinarie.

Il secondo fronte riguarda Banca Generali, istituto specializzato nel private banking controllato da Assicurazioni Generali. Proprio la struttura proprietaria rende necessario un accordo con il gruppo assicurativo per poter procedere con un’eventuale operazione.

In questo scenario potrebbe assumere un ruolo rilevante la partecipazione di circa il 13% in Generali che fa capo a Mps attraverso Mediobanca. La quota potrebbe diventare uno degli elementi da utilizzare nell’ambito di una trattativa e contribuire alla costruzione di un’intesa con il Leone.

L’ipotesi riporterebbe inoltre al centro del risiko bancario un progetto simile a quello tentato nel 2025 da Mediobanca, che aveva previsto un’operazione su Banca Generali senza però riuscire a ottenere il sostegno necessario da parte dell’assemblea degli azionisti.

La realizzazione delle due operazioni presenta comunque diversi ostacoli. Mps è già impegnata nel completamento dell’integrazione di Mediobanca e l’apertura contemporanea dei dossier Banco Bpm e Banca Generali aumenterebbe ulteriormente la complessità delle operazioni straordinarie in corso.

Secondo Equita, il successo delle eventuali iniziative dipenderebbe dal coinvolgimento di diversi soggetti chiave. Per Banco Bpm sarebbe determinante il consenso di Crédit Agricole, mentre sul fronte Banca Generali sarebbe necessario raggiungere un’intesa con Generali. A questi passaggi si aggiungerebbero il sostegno degli azionisti rilevanti di Mps e l’ottenimento delle diverse autorizzazioni regolamentari.

Il principale vincolo resta però la passivity rule. Essendo Mps la società destinataria dell’offerta di Intesa Sanpaolo, la normativa limita le iniziative che potrebbero interferire con l’operazione in corso. Per procedere con eventuali mosse alternative sarebbe quindi necessario sottoporle all’approvazione degli azionisti.

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