Blog - Stefano Bisi
SfogliAmo.eu
Fondato da Stefano Bisi
Q8
Economia

Monte dei Paschi, è tornata la Politica e può salvare una storia italiana

Stefano Bisi.

Non so come andrà a finire questa appassionante vicenda del Monte dei Paschi di Siena. Potrei chiederlo al Guido Carli delle lastre, ma è fuori sede. Se leggo i giornali di queste ore il destino è segnato. Per la gran parte dei mezzi di informazione finirà così: Babbo Monte sparisce. E non scomparirebbe solo un legame con il territorio dove è nato e cresciuto ma un plurisecolare istituto che è “una storia italiana”. Ma giornaloni e analisti dicono “game over”, con la facilità con cui da bambino giocavo a flipper. Mi consola il fatto che sono gli stessi che dopo il brutale licenziamento di Luigi Lovaglio cantarono il De profundis per l’ad e direttore generale, che invece tornò alla guida di Rocca Salimbeni all’assemblea che doveva nominare il successore. Ci rimasero di stucco ma andò così.

Ripeto, non so come andrà a finire questa partita ma di sicuro il Monte è arrivato ai tempi supplementari, rimontando in Zona Cesarini, e Lovaglio ha dimostrato che non gli mancano la competenza, la fantasia, la passione e quella buona dose di spregiudicatezza che ha fatto dire a un ex dirigente Bce che per raggiungere gli obiettivi delle due ops su Banco Bpm e Banca Generali dovrebbe farsi aiutare da Tom Cruise. Magari lo ha già contattato. Chissà? Potrei chiederglielo, ma non ho il numero di telefono. Gli porrò la domanda se, casualmente, lo incrocerò sulle lastre all’alba quando va in Rocca o a notte fonda quando lascia l’ufficio. A Lovaglio non manca la determinazione e il senso di giustizia. Ecco, il senso di giustizia. Forse sta qui il motivo per cui il Tom Cruise della finanza, come lo ha definito con disprezzo l’ex membro del consiglio di vigilanza della Bce Ignazio Angeloni, sta mettendo anima e cuore nella partita del Monte dei Paschi.

Passo dopo passo sta crescendo il consenso attorno all’idea di Lovaglio, anche se nelle ultime ore la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein, assente per vacanze dal dibattito nei giorni scorsi, ha parzialmente ringambato dicendo che il governo non deve mettere bocca sulle banche e lasciare al mercato la libertà di scegliere. Le istituzioni locali hanno raggiunto la compattezza e il 25 agosto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il sindaco di Siena Nicoletta Fabio andranno dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a dire di non vendere il 4,9% del Monte dei Paschi ancora in mano pubblica, perché un po’ di Stato serve nel mondo bancario. Pur con qualche mossa inopportuna il Patto locale resiste: riclassificato come gaffe l’incontro alla zittina del sindaco Fabio con gli emissari di Intesa Sanpaolo, così come nulla è trapelato dalla riunione di Confindustria Siena con gli emissari della banca che ha lanciato l’opas sul Monte. Il Patto resiste anche se la voce del neopresidente della Fondazione Mps Riccardo Coppini sarebbe stato gradito ascoltarla; anche se sentire la voce delle associazioni di categoria avrebbe fatto bene all’umore. Forse aspettano di vedere come va a finire, imitando l’allora presidente della Fondazione Monte dei Paschi Carlo Rossi che alla vigilia dell’assemblea degli azionisti disse che alcuni cittadini incontrati per la strada gli chiesero se “erano diventati tutti matti a cacciare Lovaglio”, salvo poi astenersi al momento del voto e poi spellarsi le mani nell’applausometro il giorno della consegna del Mangia a Lovaglio, nel giorno dell’Assunta patrona di Siena e del suo Antico Stato. Applausi così convinti e prolungati che le mani di Rossi assomigliavano proprio a quelle della Madonna nel drappellone di Teodora Axente.

Ma grazie anche a queste conversioni e all’abile e discreta azione del capogruppo del Pd in consiglio regionale Simone Bezzini c’è stato il contagio dei livelli più alti della politica con Giorgia Meloni, che ha detto che il Monte non va spezzettato, con il senatore piddino Antonio Misiani e il segretario toscano del Pd Emiliano Fossi che chiedono la tutela di un patrimonio storico, con Matteo Salvini che dopo aver rivendicato il salvataggio della banca dice che ne va preservata l’integrità. Anche l’arcivescovo di Siena Augusto Lojudice è della partita, anzi è stato tra i primi a schierarsi. Insomma, per tutto questo movimento il 25 agosto il ministro Giorgetti potrebbe ripensare a quello che ha detto tempo fa: “Vendo un pezzo di Monte a chi offre di più”. Come andrà a finire, torno alla domanda iniziale, non lo so. Un punto fermo c’è. La Politica è tornata e sembra nella maniera corretta.

Q8
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da ECONOMIA

Tutte →