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Politica

Marco Cappato: “Il diritto all’eutanasia dovrebbe diventare legge nazionale ma questa maggioranza non è intenzionata”

Roberto Pizzi.

Nel piacevole giardino della trattoria “Casermetta San Salvatore”, sulle Mura urbane di Lucca, offerto con generosa ospitalità dai titolari dell’esercizio di ristoro, si è svolto un incontro pubblico con Marco Cappato, dal titolo: “Liberi fino alla fine”, dedicato al tema fondamentale dei diritti e della libertà di scelta sul “fine vita”.
Un numeroso e inaspettato pubblico è accorso a sentire il coraggioso personaggio politico, già esponente del Partito Radicale, figura centrale in Italia per la lotta sui diritti civili. In un’atmosfera di grande correttezza Laura Favilla dell’ “Associazione Luca Coscioni”,  ha introdotto l’argomento delineando il complesso quadro legislativo italiano che riguarda il tema dell’eutanasia. Insieme a lei, il consigliere comunale cittadino della  sinistra civica e ambientalista, Daniele Bianucci, ha contribuito alla riflessione in modo opportuno e responsabile. Marco Cappato, poi, ha preso la parola dicendo, in sintesi, che l’ argomento dell’incontro dovrebbe coinvolgere tutti, cioè fare sì che una persona non debba essere costretta a subire condizioni di sofferenza insopportabili alla fine della propria vita, con un tormento che può durare anni.  “ In Italia – ha detto -, grazie alle nostre azioni di disobbedienza civile e ad una sentenza della Corte Costituzionale, esiste già il diritto ad essere aiutati dal Servizio Sanitario Nazionale a terminare la propria vita e le proprie sofferenze. Il problema è che – stante le competenze sui servizi sanitari  delle singole regioni  –  questo diritto non è attuato in tante parti d’Italia e noi dobbiamo continuare a parlare (…) di come si possono far valere i diritti delle persone, per essere liberi di scegliere  alla fine della propria esistenza”. È grazie all’iniziativa dell’ “Associazione Luca Coscioni” – ha proseguito Cappato – che proprio in Toscana, in Emilia e in Sardegna, si è riusciti a fare passare una legge regionale per dare tempi e procedure certe all’aiuto medico alla morte volontaria. È tempo ora che queste procedure possano valere in tutta Italia. L’ideale sarebbe una legge nazionale, che però questa maggioranza in Parlamento non sembra avere intenzione di fare.  La stessa Associazione sta depositando in tutta Italia proposte di leggi regionali di iniziativa popolare per approvare ovunque quello che già è lecito in Toscana – nella speranza che  nella prossima legislatura si arrivi finalmente ad una buona normativa per l’eutanasia, “contro quella clandestina e l’illegalità diffusa di fronte al tema della sofferenza”.

In qualche maniera, dopo questa giornata  impegnativa, possiamo sentirci in qualche modo ripagati degli sforzi che prodigammo nella vicenda relativa alla morte di Eluana Englaro (avvenuta il 29 febbraio del  2009), nell’ambito del nostro volontariato nella Pubblica Assistenza laica lucchese della Croce Verde,  attenta e sensibile alla vicenda. Ricordiamo che a quell’epoca la Rai di Stato denunciava senza mezzi termini e con espressione terroristica “una condanna a morte pronunciata da un tribunale della Repubblica” di cui sarebbe stato complice quel povero padre della giovane Eluana. Ed in quei giorni avemmo la conferma di quanto fosse privo di pietà, di misura, di rispetto per l’altrui pensiero (ossia di tolleranza) il fanatismo religioso. La sensazione fu anche che sia da destra che da sinistra avvenisse ancora una volta una capitolazione drammatica del senso della Stato e dei suoi valori laici di neutralità imparziale, atti ad emancipare le coscienze verso forme di civile convivenza e di rispetto di tutte le legittime forme di pensiero. Pur con le nostre esigue forze reagimmo a tale clima,  grazie anche al compianto Olinto Dini, presidente della L.I.D.U. col quale organizzammo per il mese di febbraio del 2011 un convegno sul tema “Riflessioni sulla libertà” sul  Testamento biologico, nella “Sala Tobino” del Palazzo Ducale, messaci a disposizione dalla Provincia di Lucca. La Croce Verde Pubblica Assistenza s’impegnò anch’essa sull’organizzazione dell’evento e già aveva pubblicato un mio articolo sul suo notiziario “ Solidarietà” , dal titolo “Riflessioni sulla libertà”, apprezzato da molti. Personalmente ebbi, poi, il piacere di conoscere ed accompagnare in città Giuseppe Englaro, che in quel solito anno era stato invitato nella Chiesa Evangelica Valdese di Lucca ad un incontro pubblico sul testamento biologico. Quel giorno sentimmo dalla viva voce del padre di Eluana il drammatico racconto sulla lunghissima battaglia legale e civile intrapresa per far rispettare la volontà della figlia, rimasta in stato vegetativo permanente per 17 anni a seguito di un tragico incidente stradale.  

La venuta a Lucca di Marco Cappato e la sua conferenza confortata dalla partecipazione di un numeroso pubblico attento ed informato,  fa riflettere anche sul tema che “il tempo è galantuomo” e che pur con una quindicina di anni di ritardo rispetto alle problematiche trattate, la nostra città ha dimostrato di  essere ancora sensibile a certe tematiche sociali così delicate.

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