Manetti: “L’aeroporto potenziato fa bene a Firenze e al territorio”
“Il potenziamento dell’aeroporto di Peretola è decisivo per lo sviluppo economico della provincia di Firenze e per salvaguardare posizioni di primato raggiunte dal territorio, come i record nell’export, che nel 2025 ha visto l’aera fiorentina prima a livello nazionale per crescita e seconda, con quasi 35 miliardi, per valore assoluto dietro Milano. Questo è dovuto anche alla presenza di aziende presenti sui mercati internazionali, che muovono manager, venditori e buyer stranieri provenienti da tutto il mondo e che, alla lunga, potrebbero decidere di lasciare questa zona a causa delle difficoltà di spostamento”. Lo ha detto Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze, durante una conferenza stampa, presso la sede dell’ente camerale, tenuta insieme ad alcune associazioni di categoria e alla presenza del presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai, che ha ringraziato il mondo imprenditoriale per l’appoggio alle iniziative a sostegno della realizzazione del masterplan dello scalo. “L’infrastruttura aeroportuale – ha detto Carrai – è un mezzo per poter sviluppare i territori, un ingranaggio al servizio degli stakeholder, che siano le categorie economiche, le persone che vogliono viaggiare per turismo, per business o per studio, o anche tutta la parte della ricerca scientifica. Se il potenziamento si farà – ha spiegato il presidente di Toscana Aeroporto – mi impegnerò affinché sia salvaguardata la parte ambientale, seguendo naturalmente le linee guida che prevedono un aumento del verde intorno allo scalo”.
“Se vogliamo sviluppare un turismo di alta qualità, come quello convegnistico, il potenziamento dell’aeroporto è fondamentale non meno che per l’industria – ha aggiunto Manetti -. Sul fronte dell’occupazione, secondo dati di uno studio Aci Europe, il potenziamento dell’aeroporto creerebbe 350 posti nel cantiere per la realizzazione delle opere, ma soprattutto un aumento di 2.200 posti di lavoro diretti in attività strettamente connesse a quelle dello scalo e 8.400 indiretti e nell’indotto”, ha detto il presidente della Camera di commercio di Firenze, che sostiene il progetto di ampliamento aeroportuale quale azionista di Toscana Aeroporti.
“Una ricerca di Unioncamere Toscana e Uniontrasporti – ha anche aggiunto Manetti – ha stimato in quasi 3 miliardi di euro, più precisamente in 2,979 miliardi e spiccioli, il cosiddetto ‘costo del non fare’ relativo all’aeroporto di Firenze in 25 anni, ovvero il costo economico del mancato adeguamento della pista di Peretola. Sotto il profilo dell’inquinamento acustico, che oggi riguarda circa 50.000 persone, sarà azzerata la fascia di decibel più alta a cui sono attualmente esposte le persone”.





