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Economia

Categorie economiche chiamate a raccolta per sostenere il potenziamento dell’aeroporto di Firenze

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Sull’aeroporto di Firenze e le modifiche alla pista si dovrà esprimere il Tar della Toscana il 22 ottobre e c’è molta attesa per quello che decideranno i giudici. Intanto il presidente della camera di commercio Massimo Manetti ha chiamato a raccolta tutte le associazioni di categoria, tanto da far citare Jovanotti al presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai (nella foto) che “ora non si sente più solo”. Si aspetta il Tar e, come scrive La Nazione, in caso di esito positivo al progetto di potenziamento dello scalo fiorentino l’iter “prevede, ed è già avviato, percorso della comunicazione a Bruxelles presso l’Unione Europea per la strategicità dell’aeroporto, e successivamente la conferenza dei servizi, che tendenzialmente porterà a concludere tutto questo ciclo nella prossima primavera“. A tracciare tempi e modalità è stato Carrai.

HA detto che dunque dalla primavera, se tutto andrà bene, si potrà iniziare i lavori. Il presidente di Toscana Aeroporti ha partecipato alla conferenza stampa, di cui riferisce il giornale, organizzata dalla Camera di commercio di Firenze, con la presenza delle categorie economiche che si sono rivolte al Tar sostenendo le ragioni di Toscana Aeroporti, intervenendo ad opponendum nei ricorsi presentati da amministrazioni e associazioni contrarie al progetto. “L’infrastruttura aeroportuale – ha affermato – è solamente un mezzo per poter sviluppare i territori, ma è al servizio degli stakeholder, che siano le categorie economiche, le persone che vogliono viaggiare per turismo, per business o per studio, o anche tutta la parte della ricerca scientifica”.

Carrai ha dato rassicurazioni a livello ambientale. In caso di vittoria al Tar, ha spiegato, “faremo di tutto, e io in primis mi impegnerò, a far sì che sia salvaguardata la parte ambientale, seguendo naturalmente le linee guida”, mentre “nel caso invece di una nostra sconfitta, valuteremo nel merito i punti che il Tar solleverà e poi prenderemo le dovute decisioni”.

Anche l’università di Firenze è tra coloro che si oppongono al progetto.

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