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Economia

Lovaglio tira fuori due conigli dal cilindro e spiazza Intesa e allunga i tempi

Per evitare di essere assorbita da Intesa Sanpaolo dopo l’opas lanciata l’8 giugno, il 20 agosto l’ad di Banca Mps Luigi Lovaglio ha tirato due conigli fuori dal cilindro e ha proposto ai suoi azionisti una doppia offerta di acquisto e scambio azioni di Banca Generali e Banco Bpm.

Secondo Milano Finanza, Intesa Sanpaolo può avvalersi di uno strumento per limitare la contromossa di Siena, per fronteggiare cambiamenti sostanziali avvenuti prima del closing dell’opas. La condizione Mae, infatti, permette all’offerente di valutare gli effetti di eventi capaci di produrre: «effetti pregiudizievoli sull’offerta e/o sulla attività e/o sulla situazione finanziaria, patrimoniale, economica e/o reddituale dell’emittente».

Così come di fatti in grado di «modificare o impattare in modo pregiudizievole» il ricevente l’offerta, l’esecuzione dell’operazione o il conseguimento dei suoi obiettivi.

In pratica, se nel corso dell’opas Mps acquistasse quote di Banco Bpm e Banca Generali e si alleggerisse in Generali, sarebbe una banca molto diversa da quella per cui Intesa ha avanzato un’offerta da circa 30 miliardi € di controvalore.

Intesa quindi dovrebbe verificare non solo la congruità del concambio, ma anche rivedere il razionale industriale e le sinergie dell’intera operazione. E poi potrebbero cambiare le tempistiche dell’opas: una modifica dell’offerta sposterebbe in avanti il calendario rispetto all’attuale obiettivo di chiudere entro fine 2026.

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