L’Italia rischia di finire in trappola nel lago salato del Mediterraneo semichiuso
Preghiamo per Gibilterra. L’ultimo stretto ancora libero che ci connette all’Oceano Mondo – osserva su Repubblica Lucio Caracciolo – dovrebbe convertire alla fede il più scettico degli italiani. Perché visto da Roma l’assalto israelo-americano all’Iran è un assedio all’Italia. Rischiamo di finire in trappola nel lago salato del Mediterraneo semichiuso. Altro che Medioceano tramite tra stivale e rotte marittime globali. Qui ci si chiude una valvola dopo l’altra. Da est a ovest: Hormuz in fiamme, Bab al Mandab sotto tiro huthi, come Suez investito dalle guerre di reazione dello Stato ebraico dopo il 7 ottobre. Tacciamo degli stretti turchi, frontiera tra Mar Nero, teatro della contesa russo-ucraina, e Mediterraneo orientale in agitazione, con epicentro Cipro. Né ci tranquillizza lo stretto di Sicilia: sulla quarta sponda incrociamo a Tripoli l’estroversa Turchia, più gettone russo in Cirenaica e pressione dei conflitti permanenti tra Sahel e Corno d’Africa. Di lì alle colonne d’Ercole va meglio ma non troppo, stanti le pretese di Algeri sul Mar di Sardegna — noi abbozziamo perché appesi al suo gas. Prevedibile nei prossimi mesi un biblico sussulto migratorio da sud-est verso le Europe che nei devoti evocherà la mosaica traversata del Mar Rosso. Caoslandia alle porte. Il collasso dell’impero marittimo d’America si rovescia su di noi. L’offensiva scatenata il 28 febbraio da Trump in veste di vassallo di Israele contro l’Iran disegna il crepuscolo della talassocrazia a stelle e strisce. L’impero in disarmo non è più in grado di controllare i choke point strategici, stazioni obbligate dei traffici commerciali e degli snodi internet, che tracciavano il sistema nervoso della sua egemonia ormai evaporata. Speciale umiliazione per la Us Navy, già governatrice delle onde in ideale staffetta post-Britannia. L’ammutinamento a bordo della massima portaerei d’ogni tempo, la Gerald Ford, scatenato da marinai scoppiati dopo quasi un anno di missioni senza sosta, illumina lo stato dell’Armada su cui Trump contava per obliterare la Repubblica Islamica”.





