L’istinto segnico che ci cova dentro
Luciano Luciani.
Sui muri si è sempre scritto. E disegnato. Dai graffiti dei cavernicoli a quelli pompeiani e paleocristiani sin dalla notte dei tempi: insulti atroci e richiami amorosi, asserzioni di fede e minacciose provocazioni si inseguono su ogni struttura e superficie verticale che la civiltà regala agli uomini. E questo avviene ai quattro angoli del pianeta: dai diversi Bronx di New York alle banlieue parigine, dalle baraccopoli di Lagos e Delhi alle stazioni della metropolitana di Mosca, in una misura che aumenta in maniera esponenziale a mano a mano che ci avviciniamo ai giorni della nostra contemporaneità.
Qualcuno ha parlato di “un istinto segnico” come prerogativa della condizione umana: una pulsione che ricerca una qualche forma di precaria immortalità attraverso “operette murali” fatte sia di rozze immagini, sia di parole o delle une e delle altre mixate assieme.
E, come per la letteratura popolare o per il fumetto, in mezzo a tanta paccottiglia convenzionale e ripetitiva, talora, capita di individuare il piccolo gioiello verbale, il capolavoro frammentista, la trasgressione aforistica, magari violenta e scurrile, ma geniale.
Qualcuno, ogni tanto, disturbato da un fenomeno che in taluni luoghi urbani ha raggiunto (e superato!) il limite del buon gusto per assurgere alla dimensione più grave della deturpazione, ha censurato il “muroscritto” come “la muraglia della canaglia” e ha ricondotto l’attività di tanti anonimi writer sotto l’unica specie del teppismo.
Se ne può discutere. Così come si può ragionare intorno ai modi da individuare assieme per evitare eccessi – una più larga educazione al buon gusto; crescita del senso di appartenenza alla propria comunità; spazi deputati per contenere/dare sfogo a un incoercibile bisogno di soggettività… -. Questo è quanto compete agli educatori e agli amministratori delle città… In attesa che avvenga un tale, auspicabile, confronto, propongo un breve florilegio di scritte murali incontrate personalmente in tempi recenti e relativamente recenti:
Amante I:
Come stai? / Che non lo vedi? / Tre buchi nel cuore, / comunque in piedi.
Amante II:
Meglio lasciarsi / che non essersi / mai incontrati.
Ambizione:
L’ambizione ti si attacca addosso come una merda di cane sotto la suola della scarpa.
Amici:
Amici, amici / e poi, come vedi / t’inculano le bici.
Gatti:
Nel mattutino / sul tetto / dell’auto / un gatto / fa toilette.
Pandemia:
In medio stat virus.
Passato, presente e futuro:
Il tempo stinge.


