Da Lucca: “Grazie presidente ma ora va dato un seguito per conservare il museo del Risorgimento”
Circa duecento pezzi, tra cui uno dei più antichi tricolori d’Italia, quello dei Carbonari, opere d’arte di Luigi De Servi, il pittore di Giacomo Puccini: non basta tutto questo per impedire il degrado e la chiusura del Museo del Risorgimento di Palazzo Ducale che dipende dall’amministrazione provinciale che ormai da anni ha alzato le braccia. Il motivo è il solito: almeno per questo, non ci sono soldi.
A denunciare di nuovo lo stato di totale incuria in cui versa il Museo è il professor Luciano Luciani che da una vita collabora con il Museo, sorto nel 2013 tra le fanfare e i proclami e poi lasciato affondare progressivamente. “Attualmente – spiega Luciani a La Nazione – nel Museo ci sono i rotoli di carta igienica del Summer Festival, questo dà la dimensione dell’atteggiamento dell’amministrazione provinciale nei confronti di questa istituzione culturale. Tutti i tentativi di interlocuzione con la Provincia si sono schiantati in un muro: non abbiamo soldi, ci dicono. Ma il fatto è che se uno vuole fare l’amministratore, tocca trovarli, altrimenti non si fanno gli amministratori”.
“Da quando il Museo è nato nel 2013 – sottolinea il professor Luciani – non è stato fatto quasi niente da parte loro, hanno messo a disposizione gli uscieri, ma è un po’ poco. C’è persino una pedana per disabili, costata se non sbaglio 70mila euro, che non viene utilizzata. Nel frattempo, il Museo è uscito dai radar delle visite turistiche: sono soldi pubblici buttati”. Eppure al suo interno avrebbe spunti di indiscutibile interesse nel quadro della ricostruzione storica.
“C’è un mondo di pezzi esposti e persino – aggiunge – un audiovideo sulla storia del Risorgimento con la voce narrante dell’attrice Elisabetta Salvatori, ma non ci sono i soldi per ripararlo. Senza considerare il tanto materiale che è sempre imballato. Stallo, abbandono, palude: non mi vengono in mente altri termini. Il Comune ventilò un suo trasferimento alla Casa del Boia, ma non se ne è più saputo nulla, da Viareggio l’allora sindaco Del Ghingaro propose il trasferimento, ma io credo debba restare lì, gli spazi sono stati definiti apposta per questo Museo. Quello che sta succedendo è una vergogna”.
Nei giorni scorsi, Luciani, insieme ad altre persone, ha lanciato un appello anche sulle pagine di sfogliamo.eu, che è stato raccolto dal governatore Eugenio Giani – “Mi attivo subito per il suo rilancio”, ha assicurato l’onnipresente presidente regionale proprio a sfogliamo.eu. Sarà la volta buona? “Giani – aggiunge – si è sentito in dovere di intervenire dopo il nostro appello, un segnale positivo ma va dato un seguito. Stiamo pensando di costituire un comitato e una associazione in difesa del Museo, francamente avrei preferito che le istituzioni facessero il loro mestiere. Andando avanti così il Museo è destinato al degrado: credo che tutto il materiale finirà imballato per i prossimi secoli, da parte mia farò di tutto per impedirlo, ma non sono ottimista”.


