L’ironia di Travaglio sui giornalisti che hanno commentato le elezioni in Sassonia
Il direttore Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano ironizza sulle reazioni al successo dell’AfD in Germania, accusando alcuni commentatori italiani di proporre ricette che, a suo giudizio, rischiano di alimentare proprio il consenso delle destre radicali. Travaglio prende di mira in particolare le posizioni di Antonio Polito, Claudio Cerasa e Maurizio Molinari. L’autore contesta anzitutto la proposta di Cerasa di «svuotare i populismi con più Europa», riarmo e sostegno all’Ucraina, sostenendo che queste politiche ignorino le ragioni economiche e sociali del malcontento. Anche Polito viene accusato di attribuire la crisi alla difficoltà delle élite europeiste di spiegare adeguatamente le proprie «migliori idee», invece di interrogarsi sulla loro efficacia. Travaglio cita come esempio le ingenti risorse destinate agli armamenti a fronte di minori investimenti nel welfare e dell’aumento dei costi energetici. Infine, Travaglio attacca l’interpretazione di Maurizio Molinari, secondo cui il voto tedesco dimostrerebbe l’esistenza di un’offensiva russa contro l’Europa, condotta attraverso l’invasione dell’Ucraina, partiti filorussi e presunti sabotaggi. L’autore contesta soprattutto l’idea che forze politiche contrarie al sostegno a Kiev o critiche verso l’Ue siano necessariamente pilotate o finanziate da Mosca, osservando che le prove indicate sarebbero riconducibili alle valutazioni dell’intelligence americana e alla loro posizione politica. La tesi conclusiva di Travaglio è che gli elettori non votino le destre radicali perché incapaci di comprendere le idee delle élite, ma, al contrario, perché le comprendono e ne rifiutano le conseguenze.





