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Esteri

L’Iran e il terrore in subappalto, dai social ai baby killer in Europa

Ariel Piccini Warschauer.

Un tempo c’erano gli agenti sotto copertura, i diplomatici dotati di passaporto di servizio o le cellule dormienti indottrinate ideologicamente. Oggi, la guerra condotta dall’Iran nel cuore dell’Europa si combatte attraverso un modello economico ben noto agli analisti d’intelligence: il subappalto. L’inchiesta diffusa dalla BBC sulle operazioni della rete criminale Foxtrot Network mette a nudo l’ultima, inquietante evoluzione della strategia d’azione dei servizi segreti di Teheran. Quando la pressione delle forze di sicurezza occidentali rende troppo rischioso muovere uomini propri, la Repubblica Islamica esternalizza le operazioni alla malavita comune. Si tratta di un’operazione win-win per i Pasdaran e per i servizi del MOIS: garantisce la cosiddetta plausible deniability, la plausibile smentibilità, e abbatte drasticamente i costi operativi, fornendo carne da macello usa e getta.

Al centro di questo schema operativo c’è Rawa Majid, noto alle cronache come la “Volpe Curda”, capo del cartello criminale svedese Foxtrot. Messo alle strette dalle forze dell’ordine europee e fuggito prima in Turchia e poi direttamente a Teheran, Majid ha stretto il classico patto col diavolo. Da una parte, il regime teocratico gli garantisce l’immunità e la totale libertà di gestire i propri traffici internazionali dalla capitale; dall’altra, il boss mette a disposizione di Teheran la sua tentacolare rete logistica sul suolo europeo per condurre agguati, intimidazioni e omicidi mirati.

Come ha confermato il giornalista investigativo svedese Diamant Salihu, il regime ordina al leader di Foxtrot di istigare la sua rete a compiere attacchi diretti contro i nemici di Teheran. Il perimetro dei bersagli è ben definito e trasversale: include dissidenti politici, giornalisti scomodi dell’opposizione e, in modo prioritario, obiettivi legati a Israele e alle comunità ebraiche.

Il dettaglio più sconcertante emerso dal lavoro della Task Force Operativa Grimm di Europol non risiede però soltanto nell’alleanza politico-criminale, ma nel profilo degli esecutori materialmente impiegati sul campo. I quadri della rete Foxtrot non inviano in missione killer professionisti, ma reclutano adolescenti e giovanissimi direttamente sui social network. La dinamica dell’ingaggio sfrutta i meccanismi della gamification: i ragazzi vengono adescati su piattaforme di messaggistica frequentate da minorenni e l’attacco — che si tratti di una sparatoria intimidatoria o del lancio di una bomba a mano — viene loro presentato quasi come una quest, una sfida a livelli mutuata dal linguaggio dei videogiochi. Una volta eseguita l’azione, il giovanissimo sicario incassa la ricompensa in denaro e sale di livello nella gerarchia informale della banda.

Per gli apparati di Teheran, questo meccanismo offre un vantaggio strategico inestimabile. Gli adolescenti arruolati non conoscono la reale identità dei mandanti, non hanno alcun legame ideologico con la Repubblica Islamica e, nell’eventualità di un arresto, interrompono immediatamente la catena di tracciabilità verso i vertici dello Stato iraniano.

L’impronta operativa del binomio Teheran-Foxtrot si estende ormai a macchia d’olio in ben undici nazioni europee, toccando Svezia, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Islanda, Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna. I casi non sono più teorici: l’attacco condotto con granate contro l’ambasciata israeliana a Copenaghen rappresenta solo la punta dell’iceberg di una scia di sangue che conta già oltre trentacinque omicidi e decine di attentati sventati in extremis.

Per le intelligence europee la sfida cambia radicalmente natura. Non si tratta più soltanto di monitorare la radicalizzazione religiosa tradizionale o di contrastare lo spionaggio diplomatico, ma di intercettare il punto di fusione tra la criminalità giovanile delle periferie urbane e gli interessi strategici di uno Stato canaglia. Una guerra fluida e asimmetrica dove un semplice messaggio inviato su uno smartphone può trasformare un ragazzino nel braccio armato di un regime lontano migliaia di chilometri.

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