L’ipotesi pareggio alle elezioni politiche del 2027 scatena manovre trasversali
L’editoriale di Stefano Folli su La Repubblica descrive la fase attuale del sistema politico come una condizione solo apparentemente paralizzata, un’impressione diffusa che, nel linguaggio sportivo, richiama il concetto di “inerzia”: quella spinta invisibile che per un certo tempo favorisce un attore, salvo dissolversi all’improvviso. È quanto accaduto a Giorgia Meloni, sostenuta da un’inerzia favorevole per circa tre anni e mezzo, dall’ascesa elettorale del 2022 fino al consolidamento del governo di centrodestra, prossimo a diventare il più longevo della Repubblica. Una dinamica interrotta dalla sconfitta nel referendum sulla separazione delle carriere, che segna la fine di quella spinta e apre una fase più incerta proprio all’ingresso nell’ultimo anno di legislatura. Resta da capire se si tratti di una battuta d’arresto o di una cesura più profonda. L’eventuale ripresa dovrebbe partire dall’economia, dentro una “policrisi” che intreccia tensioni interne e scenari internazionali. La premier si muove sul terreno energetico e diplomatico, anche attraverso Giancarlo Giorgetti, per ottenere un allentamento del Patto di stabilità europeo, finora senza risultati concreti. In questo quadro si inserisce l’incontro con Marco Rubio, destinato a essere presentato come un riavvicinamento tra Italia e Stati Uniti dopo le tensioni legate a Donald Trump, ma da gestire con equilibrio, evitando l’immagine di un’Italia subordinata. Il nodo è strategico: mantenere il legame euro-atlantico senza rinunciare all’autonomia, in un contesto che riguarda direttamente la responsabilità di governo. Da questo equilibrio, insieme all’andamento dell’economia e alla percezione della vita quotidiana, dipenderà la capacità del centrodestra di rilanciare una propria agenda. Sullo sfondo resta la questione della legge elettorale, decisiva per gli assetti futuri: l’ipotesi di un pareggio alle elezioni del 2027 alimenta manovre trasversali che puntano alla paralisi per trarne vantaggio. Tuttavia, conclude Folli, la partita resta aperta e ogni previsione anticipata rischia di rivelarsi prematura.





