Gsk in dieci anni ha ridotto il personale di 900 unità ma sono previsti investimenti
La FILCTEM CGIL di Siena ha chiesto a GSK fin dal novembre 2024, quando fu avanzato il ‘Preference to leave’ (il piano di uscite di circa 270 lavoratori e lavoratrici), la presentazione di un Piano Industriale che illustrasse il futuro dei due siti produttivi presenti nella nostra provincia.
Nell’aprile 2025, a seguito del tavolo istituzionale aperto in Regione su nostra richiesta, ci fu presentata solo una parte del piano industriale, che infatti riguardava esclusivamente Rosia, impattata maggiormente dalle uscite del personale. Già in quella sede facemmo presente che l’illustrazione era mancante di una parte essenziale come il sito di Siena, da sempre leader nella ricerca.
Quando poi alla fine dello scorso anno fu nuovamente avanzato un percorso di uscite per Siena, che riguardava altre 25 persone, portando quindi in pochi mesi a circa 300 le uscite, in un contesto territoriale già martoriato da una crisi occupazionale senza precedenti, abbiamo richiesto sin da subito, in quella sede e non solo, la presentazione di un piano che coinvolgesse entrambi i siti.
Finalmente oggi GSK Vaccines ha illustrato il futuro di entrambe le realtà, con proiezioni di incrementi di carattere produttivo da qui al 2030, frutto di investimenti, in infrastrutture e nuove tecnologie.
Nella presentazione però vi è un grande assente, il personale.
Purtroppo, come più volte da noi rappresentato, le migliorie e gli investimenti stanno portando sempre ad un saldo negativo dell’occupazione, che in 10 anni ha ridotto il perimetro occupazionale di circa 900 unità, un terzo della forza lavoro impiegata. Va riconosciuto che da inizio anno sono stati stabilizzati circa 50 lavoratori e lavoratrici che avevano un contratto in somministrazione, cosa sicuramente positiva, ma trattasi sempre di personale che comunque già era presente nell’organico.
Nel corso dell’incontro la FILCTEM e la CGIL, apprezzando la scelta strategica di investire sul territorio senese, hanno ribadito come questa non possa che tradursi anche in un aumento occupazionale, che fornirebbe crescita e sviluppo all’intera provincia. La RSU CGIL ha sottolineato inoltre quanto gli investimenti debbano riguardare anche il benessere del personale, attraverso l’utilizzo del part time, dello smart working e, come già da tempo sottolineato, revisione anche dell’orario di lavoro anche attraverso la settimana corta, al fine di attrarre quelle eccellenze che possono contribuire a dare lustro all’impresa. Questo perché i lavoratori e le lavoratrici chiedono, oltre al lavoro, un contesto di welfare che faciliti loro la conciliazione vita-lavoro, diventando quindi un elemento distintivo oltre che attrattivo dell’azienda.
I rappresentanti della CGIL hanno infine chiesto alla multinazionale l’avvio di una stagione di nuove relazioni sindacali, con un confronto costante su questi temi e non solo, per rispondere anche a nuove esigenze delle maestranze.





