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L’Idf decapita l’ala militare di Hamas, eliminata la mente del 7 ottobre

Ariel Piccini Warschauer.

La caccia all’ultimo grande latitante della strage del 7 ottobre nella Striscia di Gaza si è conclusa venerdì. Con un raid aereo chirurgico, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno eliminato Izz ad-Din al-Haddad, il comandante militare di più alto rango di Hamas ancora in vita nell’enclave palestinese. La conferma ufficiale è arrivata questa mattina dai vertici militari di Tel Aviv, dopo che la stessa Reuters aveva battuto la notizia dell’ammissione del decesso da parte della fazione islamica.

Per lo Stato Maggiore israeliano si tratta di un colpo durissimo all’infrastruttura di comando di Hamas, forse il più rilevante degli ultimi mesi. Al-Haddad, figura storica del terrorismo palestinese, era parte integrante dell’ala militare del gruppo sin dalla sua fondazione, nel lontano 1987. Negli ultimi anni era diventato una sorta di fantasma, spostandosi costantemente tra i meandri della rete di tunnel sotterranei e adottando una tattica tanto cinica quanto spietata per evitare le bombe: circondarsi costantemente di ostaggi israeliani da usare come scudi umani.

Il piano di inganno e il blitz

I dettagli dell’operazione, rivelati dai media israeliani, descrivono una macchina di intelligence mossa da anni di tracciamenti, culminata in un via libera politico concesso dal governo circa dieci giorni fa. L’attacco dell’Aeronautica è scattato solo dopo che il Comando Meridionale e il Direttorato dell’Intelligence Militare hanno isolato con certezza millimetrica la posizione del leader terrorista.

Per evitare che Hamas subodorasse il pericolo, il Generale di Brigata Omer Tischler ha coordinato una complessa “operazione di inganno” nei cieli di Gaza e nel Negev occidentale, mantenendo l’attività radar a livelli apparentemente ordinari per non destare sospetti nell’inner circle di al-Haddad. Poi, il raid. Subito dopo l’esplosione, il Capo delle Operazioni dell’IDF, il Maggiore Generale Itzik Cohen, ha posto tutte le forze di terra, di mare e dell’aria in stato di massima allerta per prevenire l’immancabile pioggia di razzi di ritorsione.

L’orco dei tunnel e il sollievo dei sopravvissuti

“In ogni singola conversazione che ho avuto con gli ostaggi liberati o salvati, il nome dell’arciterrorista Izz al-Din al-Haddad tornava continuamente”, ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore dell’IDF, il Tenente Generale Eyal Zamir, definendo il blitz come “un successo operativo di fondamentale importanza”. Sotto il comando di al-Haddad, i prigionieri israeliani hanno subito violenze, fame e trattamenti disumani, finalizzati unicamente a garantire la sopravvivenza dei vertici della sigla terroristica.

Tra le sue vittime dirette figurano Liri Albag ed Emily Damari, due delle giovani ex ostaggi che l’uomo ha tenuto personalmente sotto scacco per mesi nell’oscurità dei tunnel. La reazione delle ragazze alla notizia dell’eliminazione del loro carceriere è stata immediata e viscerale. “Ogni cane ha il suo giorno, e tu sei solo un pezzo di cane”, ha scritto Liri Albag in una storia al vetriolo su Instagram, dopo essere stata informata del successo del raid direttamente dal Ministro della Difesa Israel Katz.

Emily Damari ha affidato ai social un messaggio di sollievo e memoria: “È ufficiale, al-Haddad è stato eliminato. Questo è un momento di chiusura fondamentale per moltissime persone. Ha pianificato il 7 ottobre, ha ucciso i miei amici e ha orchestrato il mio rapimento. Con l’aiuto di Dio, raggiungeremo ognuno di questi rifiuti terroristici”.

Il messaggio di Netanyahu e Katz

In una nota congiunta diffusa venerdì sera, il Premier Benjamin Netanyahu (nella foto) e il Ministro della Difesa Israel Katz hanno ribadito la linea della fermezza assoluta, ricordando come al-Haddad avesse fermamente rifiutato di implementare l’accordo di disarmo e smilitarizzazione della Striscia mediato dall’Amministrazione USA guidata da Donald Trump.

“Haddad era responsabile del sangue di migliaia di nostri cittadini e soldati”, si legge nel comunicato. “Il messaggio per tutti gli assassini che attentano alla nostra esistenza è chiaro: prima o poi, Israele vi prenderà. Non daremo tregua a nessuno di coloro che hanno preso parte al massacro”.

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