#TOSCANA #ULTIME NOTIZIE

Il Mangia a Lovaglio, come nasce questo amore di Siena per l’ad di Banca Monte dei Paschi e chi lanciò l’idea del riconoscimento

Stefano Bisi.

E’ vero che secondo il metodo Gigliola Cinquetti, stabilito dal parlamentare di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, gli over 70 non possono aspirare a incarichi, ma almeno il diritto di parola lo mantengono e allora è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare visto che una moltitudine di senesi, ora, gioisce per il conferimento del Mangia all’amministratore della Banca Monte dei Paschi Luigi Lovaglio (nella foto) su proposta del rettore dell’università Roberto Di Pietra.

E’ giusto ricordare che l’idea venne lanciata il 12 gennaio di quest’anno da Enzo Martinelli, ex provveditore agli studi e consigliere comunale della Dc nella Prima Repubblica. Disse che il manager aveva garantito la resurrezione di Rocca Salimbeni che ha conquistato Mediobanca. E Martinelli è un over 70, come Anita Francesconi, la pasionaria di Forza Italia, che addirittura qualche mese prima, all’inizio di luglio 2025 mi disse che Lovaglio meritava la cittadinanza onoraria e il massimo riconoscimento civico.

Dopo il licenziamento e il ritorno sulla poltrona di amministratore delegato grazie alla battaglia vinta nell’assemblea degli azionisti, Lovaglio è ora candidato unico al Mangia.

Siena è una città che non si innamora facilmente di chi arriva da fuori. Guarda di solito con sospetto il forestiero, lo scruta, spesso lo boccia, ma se comprende che il nuovo arrivato è disponibile a capire una città di 55mila abitanti che nel corso dei secoli ha costruito una grande banca, due università, una sanità eccellente e che si ferma due volte all’anno per il Palio, è disposta ad accogliere e premiare. E’ quello che dopo un’iniziale diffidenza sta facendo con Luigi Lovaglio, un lucano di 70 anni, che nel 2022 il governo ha mandato a Siena per rilanciare la Banca Monte dei Paschi che stava vivendo un periodo difficile.

E l’azione di Lovaglio è andata oltre le previsioni, perché non solo Rocca Salimbeni è stata risanata ma è riuscita a conquistare Mediobanca, il salotto buono della finanza italiana. Anche i più ottimisti non pensavano che l’impresa fosse possibile ma con competenza e caparbietà, Lovaglio ci è riuscito e Babbo Monte, come lo chiamano i senesi, non è più il brutto anatroccolo delle banche italiane.

Ma tra gli azionisti c’è chi non voleva la conferma dell’amministratore delegato e all’assemblea degli azionisti gli è stato opposto un altro manager e il rappresentante di Siena in quel consesso, l’allora presidente della Fondazione Monte dei Paschi Carlo Rossi, si è astenuto.

Ha vinto Lovaglio e per molti addetti ai lavori è stata una sorpresa perché sembrava una battaglia di Davide contro Golia. Anche per questo le istituzioni della città conferiscono all’ad di Banca Monte dei Paschi il Mangia, un riconoscimento che di solito viene attribuito a un senese doc che ha dato lustro a Siena. In passato lo ha ricevuto, tanto per far un nome, la rockstar Gianna Nannini, ma tra gli insigniti è stato Albert Sabin, lo scienziato del vaccino contro la poliomielite. Ora tocca a Lovaglio, il lucano di poche parole pronunciate a bassa voce ma che senza proclami ha fatto tornare grande Babbo Monte.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti