L’export senese cresce ma camperistica e settore vinicolo sono in calo
Le esportazioni della provincia di Siena nel primo trimestre 2026 confermano i segnali di ripresa emersi nell’ultima parte del 2025: si registra un incremento del 14,8% per un contro valore di poco meno di 1,3 miliardi di euro.
“Siena – sottolinea Massimo Guasconi (nella foto), presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena e di Unioncamere Toscana – contribuisce in modo significativo all’eccezionale risultato della Toscana che, nel primo trimestre dell’anno, evidenzia una crescita del +30,2% a fronte di una media italiana dell’1,3%. Questo straordinario exploit regionale è stato trainato principalmente dalle maggiori vendite di metalli preziosi e prodotti farmaceutici, che si confermano come prima voce anche delle nostre esportazioni provinciali. A livello settoriale, tuttavia, il quadro senese è abbastanza eterogeneo, con alcune specializzazioni produttive che tornano decisamente in area positiva e altre che invece faticano ancora a ritrovare la strada della crescita”.
Il settore farmaceutico senese registra in questo inizio 2026 un buon incremento delle vendite all’estero del 34,2%, per un valore di circa 790 milioni di euro; un risultato importante che ci permette di tornare sostanzialmente sui livelli del primo trimestre 2024 (797 milioni). Questa spinta arriva dalla forte ripresa di tutti i nostri principali mercati di riferimento: gli Stati Uniti (+70,8%), la Polonia (+76,9%), la Spagna (+111,2%) e la Francia (+72,2%). Il comparto della camperistica – che rappresenta il secondo settore di specializzazione dell’export senese – fa segnare una flessione del 2,7%.
Si tratta di un calo che ha origine prevalentemente nelle contrazioni registrate sul mercato del Regno Unito (-39,6%, pari a -11,6 milioni di euro), su quello belga (-10,4%) e su quello svizzero (-23,4%). Mostrano invece una buona tenuta le esportazioni verso la Germania, in crescita del +10,9%, mentre rimangono sostanzialmente stabili i mercati francese (-0,7%) e spagnolo (+0,3%).
“Anche il settore vinicolo – osserva il presidente Guasconi – mostra dinamiche complesse in questa prima parte dell’anno, accusando nei primi tre mesi del 2026 una flessione delle vendite all’estero del 10,8%. Una contrazione che trova la sua origine prevalentemente nei nostri due principali mercati storici di sbocco: la Germania, in calo del 10,2%, e soprattutto gli Stati Uniti, che registrano un pesante -21%. Proprio oltreoceano, i dazi commerciali continuano a frenare l’export delle nostre etichette, aggravando un rallentamento già ereditato dal 2025”.





