L’Europa vuole spiarci? Che cosa è la chat control che controlla messaggi e mail
Un provvedimento che ha creato un terremoto. Il 9 luglio il Parlamento europeo ha votato e varato una norma che consente alle piattaforme digitali, come WhatsApp e Messenger, di controllare volontariamente i messaggi nelle chat e le e-mail per segnalare la potenziale diffusione di materiale pedo-pornografico. Questa norma, che rappresenta una deroga ad alcune disposizioni della direttiva europea ePrivacy, ha scatenato parte dell’opinione pubblica che ora grida allo scandalo del “chat control” e si oppone all’invasione dei controlli nelle proprie chat e nelle app di messaggistica che si utilizzano tutti i giorni. Ma cosa si nasconde dietro a queste normative europee, all’espressione “chat control” e cosa succederà dopo la recente votazione? Facciamo chiarezza.
Con il termine ePrivacy si intende un insieme di norme per la protezione dei dati e la privacy nell’Unione Europea. Sotto la definizione rientrano sia la Direttiva ePrivacy del 2002 sia la proposta di Regolamento ePrivacy del 2020. Questi provvedimenti regolano per esempio l’utilizzo dei cookie, l’e-mail marketing e altri aspetti della privacy dei dati. Tra i principi c’è anche la tutela della riservatezza nelle comunicazioni elettroniche. In altre parole, secondo queste norme ePrivacy, una comunicazione elettronica deve rimanere riservata.
Nel 2021 c’è stata la prima mossa in rottura con i provvedimenti ePrivacy. L’Unione Europea ha introdotto il Regolamento 2021/1232 che consente, in via eccezionale e temporanea, ai fornitori di servizi di comunicazione di utilizzare tecnologie automatizzate per rilevare, rimuovere e segnalare materiale pedo-pornografico online, andando così a indebolire il principio della riservatezza. La deroga era stata pensata con una data di scadenza in attesa di una legge definitiva sul tema.





