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Le spie russe espulse scatenano la reazione di Mosca e il rischio di vendette

La vicenda delle due spie russe espulse dall’Italia che non fa altro che allargare ulteriormente la distanza tra Roma e Mosca, ampiamente testimoniata dalla serie di tensioni diplomatiche registrate con frequenza nei mesi scorsi, dagli attacchi al Presidente Sergio Mattarella fino a quelli contro Giorgia Meloni, tra propaganda e disinformazione che sono parte proprio di quella “guerra ibrida” evocata dai ministri Antonio Tajani (nella foto) e Guido Crosetto. Mentre si guarda a Mosca, e si attende la “risposta” minacciata dal ministero degli Esteri, lasciando intendere la possibilità di misure simmetriche nei confronti dei nostri diplomatici in Russia. “La Russia può fare tutte le ritorsioni che vuole ma si tratta di vendette”, ha affermato Tajani. 
“Dovrebbero dimostrare che coloro che espelleranno sono delle spie. La nostra è una scelta basata su fatti, la loro è politica” dice il ministro degli Esteri italiano.

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