L’Asia si conferma come nuovo centro degli equilibri mondiali
Danilo Taino in un editoriale pubblicato dal Corriere della Sera, sostiene che il 2026 abbia confermato il ruolo dell’Asia come nuovo centro degli equilibri mondiali. Se il Mondiale di calcio riporta temporaneamente l’attenzione sull’Atlantico, economia, commercio, diplomazia e competizione geopolitica ruotano sempre più attorno all’Asia e all’Eurasia. L’autore richiama la teoria del geopolitico Halford Mackinder, secondo cui chi controlla il cuore dell’Eurasia esercita un’influenza decisiva sul mondo. Una visione che, dopo il predominio occidentale del Novecento, starebbe tornando attuale grazie alla crescita economica e strategica dei Paesi asiatici. In questo contesto, Taino interpreta la guerra in Ucraina come il tentativo della Russia di ricostruire una propria area d’influenza, mentre vede nella Nuova Via della Seta di Xi Jinping uno strumento per rafforzare la centralità della Cina attraverso infrastrutture, collegamenti commerciali e presenza geopolitica. Pechino, inoltre, continua a esercitare pressione su Taiwan, consolida i rapporti con Corea del Nord e Iran e punta a una crescente autosufficienza economica.
Secondo l’editorialista, gli Stati Uniti sono consapevoli che l’Indo-Pacifico rappresenti il principale terreno di confronto del futuro, ma non hanno ancora definito una strategia efficace per affrontare la sfida cinese. Ancora più complessa appare la posizione dell’Europa, che rischia di trovarsi ai margini di un continente eurasiatico sempre più influente. Per Taino, il baricentro economico mondiale si è ormai spostato dal Nord Atlantico al cuore dell’Eurasia. Ed è lì, conclude, che si giocheranno le principali sfide politiche, economiche e strategiche dei prossimi anni.





