L’America tende la mano all’Italia e cerca di ricucire i rapporti anche con il papa
L’America è pronta a tendere una mano all’Italia, che potrebbe tornare a fare il ruolo di ‘pontiere’.Gianluca Pastori, professore associato di Scienze Politiche e Sociali all’Università Cattolica di Milano, non nasconde l’importanza della visita in Italia del segretario di Stato Usa, Marco Rubio e lo riferisce in una intervista al Quotidiano Nazionale.
Qual è il vero obiettivo strategico della visita?
“In questa fase è quello di ricucire i rapporti, sia con l’Italia sia con il Vaticano. Nelle ultime settimane gli Stati Uniti si sono messi in una posizione difficile con entrambi gli interlocutori. Da un lato c’è stata la linea dura di Donald Trump, che ha persino evocato il ritiro delle truppe dall’Europa; dall’altro ora arriva Marco Rubio, che con ogni probabilità interpreterà il ruolo del ’poliziotto buono’, provando a riaprire il dialogo e a ristabilire un clima più disteso”.
Perché è stata scelta l’Italia e non la Germania?
“Roma si è proposta fin dall’inizio come ponte nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. A Washington si ritiene che il governo italiano non abbia mai davvero abbandonato questa funzione, nonostante le tensioni e le frizioni delle ultime settimane. L’impressione è che l’Italia non aspetti altro che un’occasione per distendere nuovamente i rapporti e tornare a giocare un ruolo di mediazione”.
Quali saranno i dossier principali sul tavolo?
“I temi chiave saranno almeno due. Il primo è quello commerciale: l’amministrazione Trump ha dimostrato di usare strumenti molto aggressivi, come dazi o restrizioni selettive, salvo poi attenuarli o rimodularli nei confronti dei Paesi più allineati. In questo senso, anche il tema delle tariffe sulle auto europee resta un punto sensibile. Il secondo dossier riguarda il Golfo: l’Italia si è già detta disponibile a contribuire alla sicurezza di Hormuz, ma a condizioni precise. Gli Usa cercheranno una conferma di questo impegno, anche perché può essere usato come leva nei confronti di altri partner Ue”.





