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L’abitudine di cantar vittoria sempre prima del tempo

“La prima, vera guerra di Donald Trump è durata 38 giorni tumultuosi – scrive Giuseppe Sarcina sul Corriere della Sera -, tra conigli pasquali e minacce di riportare l’Iran all’età della pietra. Ora il presidente americano canta vittoria. Lo ha fatto sistematicamente da quando è tornato alla Casa Bianca. Vittoria con i dazi, vittoria con la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro, vittoria con il «Board of peace» per l’ipotetica ricostruzione di Gaza. Quando le cose non sono andate secondo le attese, ha scaricato la responsabilità sugli altri, con accanimento verso Volodymyr Zelensky. Ma oggi come esce da questa prova? Trump si era fatto convincere dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. Ora si ritrova a gestire uno scenario pieno di incognite. Prima della guerra, l’Iran non aveva mai messo in pericolo la navigazione nello Stretto di Hormuz. Adesso Trump dovrà spiegare perché si prepara a negoziare un’intesa che consentirebbe ai pasdaran di riscuotere un balzello su ogni cargo.

«Io sono prima di tutto un businessman», ama ripetere Trump. Ma la trasformazione di Hormuz in una sinecura per Teheran è un’operazione sconcertante, senza contare le ripercussioni sul mercato globale dell’energia. Gli attacchi militari non hanno dato i risultati previsti. Il regime degli ayatollah si è dimostrato un avversario temibile. Nessuno alla Casa Bianca aveva previsto una possibile rappresaglia iraniana contro le città del Golfo. L’immagine di Commander in Chief ne è uscita ammaccata. Il rapporto con gli emiri e gli sceicchi si è incrinato. Mentre le bombe esplodevano a Dubai e Abu Dhabi, Trump assicurava che quei Paesi erano protetti dalle armi statunitensi. Non è andata così. Su altri fronti, solo conferme: Trump ha trattato con indifferenza gli alleati europei. Il Trump post-Iran resta una mina vagante per la Nato. Infine il versante interno. Il tasso di approvazione è in calo. L’emorragia del consenso sembra proseguire. Trump proverà a risalire la china, proponendo il racconto di un intervento coronato da successo. E poi, non è finita: nuove avventure sono già in mente”.

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