La vittoria della Spagna ai Mondiali rappresenta una lezione di europeismo
Il direttore Claudio Cerasa sul Foglio interpreta la vittoria della Spagna ai Mondiali come il simbolo del successo del modello europeo. A suo giudizio, il torneo ha confermato la centralità del calcio europeo, sia per il predominio delle nazionali sia per il ruolo dei campionati del continente nella formazione dei migliori giocatori. La Spagna, in particolare, avrebbe prevalso non grazie al talento di una singola stella, ma alla forza di un sistema organizzato, capace di valorizzare il collettivo. Secondo l’autore, le caratteristiche della nazionale spagnola – competitività, efficienza, organizzazione, continuità nella formazione dei talenti, integrazione e capacità di fare squadra – rappresentano le stesse qualità di cui avrebbe bisogno anche l’Unione europea. Dalla storia di giocatori come Ferran Torres e Nico Williams fino al percorso del commissario tecnico Luis de la Fuente, Cerasa individua esempi di un modello fondato sulla crescita interna, sulla valorizzazione delle competenze e sulla solidità delle istituzioni. Per Cerasa, il successo della Spagna offre quindi una metafora politica oltre che sportiva. Pur riconoscendo che l’Europa reale è spesso meno efficace di quella rappresentata dal calcio, sostiene che proprio questa vittoria dimostri il valore di un sistema basato su cooperazione, prevedibilità e organizzazione, contrapponendolo ai modelli personalistici e nazionalisti. Conclude che il trionfo spagnolo costituisce una lezione di europeismo e una conferma della forza del modello europeo quando riesce a esprimere pienamente le proprie potenzialità.





