La sgangherata Estate Azzurra ci riserva una sorpresa dietro l’altra
Leo Turrini sul Quotidiano Nazionale scrive di questa sgangherata Estate Azzurra che non finisce mai e continua a regalarci sorprese impensabili fino a poco tempo fa. Spingendo l’immaginazione oltre l’ultimo confine, Giovanni Malagò, da poche settimane numero uno del calcio italiano, ha annunciato la nomina di una ex fuoriclasse della scherma, Diana Bianchedi, a capo delegazione della Nazionale. Avete capito bene. Per intenderci, stiamo riferendoci al ruolo ricoperto da icone assolute del pallone tricolore: Gigi Riva, Luca Vialli, Gigi Buffon… Ora, mettiamo pure da parte la questione di genere, nel senso che sarebbe insopportabilmente sessista dichiarare una donna inadeguata per un contesto inesorabilmente maschile.
Anzi, può pure essere che uno sguardo diverso, quale sarebbe quello di Diana, venga a garantire una visione libera da pregiudizi e non più condizionata dai retaggi di un passato ormai impresentabile, alla luce di risultati che parlano, anzi, urlano, da soli (tre Mondiali di seguito visti dal divano, eh!). Però, proprio per restare alla sostanza delle cose, ma non ci siamo detti per tutta l’estate che al calcio italiano servivano competenze consolidate e figure in grado di comprendere ogni dettaglio dell’ambiente pallonaro? Non avevamo tirato in ballo Paolo Maldini e Leonardo, per poi ripiegare in modo quasi tragicomico su Mancini e Ranieri? Cosa c’entra, con rispetto parlando, la storia gloriosa in pedana di Diana Bianchedi con le gioie e con le miserie del calcio? Ed è mai possibile che, a nomina appena sfornata, il Coni, di cui la campionessa di fioretto è vicepresidente, si affretti a far sapere che forse esiste una incompatibilità? Le istituzioni dello sport italiano ignorano che da oltre un secolo è stato inventato il telefono e volendo oggi è pure possibile dialogare in tempo reale via WhatsApp?
Il timore, che è fonte di una preoccupazione non più occultabile, è che stia prevalendo, anche ai massimi livelli, la logica degli effetti speciali. Se non possono regalarci una narrazione vincente, ci stupiscono con trovate di tipo hollywoodiano.
Il guaio è che la Nazionale di calcio non è mica un film.


