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Esteri

La Russia sta intensificando le provocazioni militari contro l’Europa orientale per mettere sotto pressione la Nato

Maurizio Molinari su La Stampa scrive che la Russia stia intensificando le provocazioni militari contro l’Europa settentrionale per mettere sotto pressione la Nato e aprire un secondo fronte di crisi accanto alla guerra in Ucraina. Se l’aggressione del 2022 aveva mostrato l’obiettivo russo di tornare a dominare il Mar Nero, gli episodi delle ultime settimane indicano ora nel Baltico, corridoio verso l’Atlantico, un nuovo terreno di confronto. Molinari collega in un’unica sequenza i droni sull’aeroporto di Lipsia, l’attacco al treno diretto a Varsavia, l’incursione di un drone proveniente dalla Bielorussia nello spazio aereo lituano e i bengala lanciati da una fregata russa contro un elicottero danese. Molinari interpreta questi episodi come una campagna deliberata volta a verificare la preparazione e la determinazione degli alleati e soprattutto a incrinarne la coesione. L’obiettivo strategico di Mosca sarebbe indebolire dall’interno Nato e Unione europea. In questo quadro colloca le minacce rivolte alla Polonia da Nikolay Patrushev, stretto consigliere di Putin, secondo cui una guerra con la Russia porterebbe alla scomparsa dello Stato polacco in pochi giorni. Varsavia rappresenta infatti uno dei principali sostenitori dell’Ucraina e uno dei Paesi più decisi nel contrastare le iniziative russe nell’Europa orientale. Per gli Stati baltici, già esposti alle incursioni di Mosca, aumenta così il rischio di provocazioni militari più gravi. Molinari conclude che l’escalation risponde anche alle difficoltà incontrate dalla Russia sul fronte ucraino e alla vulnerabilità del suo spazio aereo agli attacchi dei droni di Kyiv. Al tempo stesso, i progressi nell’Unione europea di leader e forze politiche filo-russe incoraggerebbero Putin a utilizzare la paura come strumento politico in vista del ciclo elettorale del 2027, con l’obiettivo di accrescere le divisioni interne dell’Europa. Lo scenario che si apre metterà quindi alla prova soprattutto la capacità e la volontà degli alleati europei di difendere insieme i propri confini.

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