Giusta l’idea di assegnare mille euro a ogni nuovo nato come dote previdenziale ma va affidata a soggetti capaci di investire
Tito Boeri su La Repubblica sostiene che l’idea del governo di assegnare a ogni nuovo nato una dote previdenziale di mille euro possa essere utile solo se accompagnata da educazione finanziaria e affidata a soggetti capaci di gestire investimenti di lungo periodo. Boeri richiama l’esperienza del Trentino-Alto Adige, dove dal 2025 una misura analoga prevede contributi fino a 1.100 euro destinati alla previdenza complementare, insieme all’assistenza alle famiglie nella scelta dei fondi. Il punto decisivo non è infatti soltanto fornire il capitale iniziale, ma insegnare a gestirlo: su un orizzonte di sessant’anni, il reinvestimento dei rendimenti può incidere sul patrimonio finale molto più della dote di partenza. Boeri critica invece l’ipotesi che il libretto previdenziale sia gestito direttamente dall’Inps. L’istituto amministra un sistema pensionistico a ripartizione, nel quale i contributi correnti finanziano le pensioni correnti, e non dispone delle competenze necessarie per gestire patrimoni finanziari. L’esperienza di FondINPS, poi chiuso per le difficoltà nel mantenere condizioni di efficienza operativa, mostra inoltre che il ricorso a gestori esterni può comportare costi amministrativi tali da comprimere i rendimenti. A ciò si aggiunge un problema di governance: diversamente dai fondi pensione vigilati dalla Covip, l’Inps è sottoposto alla vigilanza politica dei ministeri del Lavoro e dell’Economia. Boeri conclude che affidare all’Inps risparmi destinati a maturare per sessant’anni li esporrebbe al rischio di decisioni condizionate dalle esigenze di bilancio e dai cicli elettorali. Quelle risorse potrebbero essere indirizzate verso operazioni dettate dalla politica o utilizzate per migliorare i conti previdenziali e finanziare pensionamenti anticipati. Il precedente di Quota 100, presentata anche come strumento per favorire l’occupazione giovanile ma tradottasi in maggiore debito previdenziale senza creare posti di lavoro aggiuntivi per i giovani, induce Boeri a mettere in guardia dal rischio che una misura proposta a loro vantaggio finisca ancora una volta per scaricarne proprio su di loro i costi.





