La proliferazione delle flat tax e delle tasse “ad categoriam” porta a compimento la distruzione del sistema fiscale
Innocenzo Cipolletta su InPiù scrive che con la fine di questa legislatura si porta a compimento la distruzione del sistema fiscale italiano. Già colpito dalla stravagante idea di concedere la flat tax alla categoria che più di tutti evade le tasse (i lavoratori autonomi con le partite IVA fino a 85mila euro di reddito), ora si pensa di allargare questa concessione fino a 100mila euro di reddito, di estenderla agli aumenti di salario per i lavoratori giovani, mentre già si applica sugli aumenti di salario aziendali. Poi ci sono le tasse flat per i redditi da capitale, quelle ridotte per chi applica affitti predeterminati.
Morale: il sistema fiscale italiano è un coacervo di norme ad personam e “ad categoriam” dove a perderci sono lo Stato, che incassa male e meno di quanto potrebbe, e i lavoratori dipendenti e pensionati, gli unici a pagar in modo progressivo le tasse. E poiché sotto una certa soglia di reddito non si pagano tasse, ecco che il prelievo fiscale si concentra su pochi soggetti (pensionati e lavoratori dipendenti). Si spera veramente che un prossimo governo sia in grado di cambiare totalmente questa disastrosa e incresciosa situazione.





