La parola Siena che vogliono togliere è quella che dà una connotazione positiva al marchio “Monte dei Paschi”
Il risiko che mira a ridisegnare il panorama bancario e assicurativo italiano entra nel vivo, scrive Wall Street Italia. Dopo il parere positivo espresso dai vertici di Generali ad approfondire il piano di Mps per un’integrazione a quattro tra Mps, Banco BPM, Banca Generali e Mediobanca, la palla passa oggi al presidente di Unipol, Carlo Cimbri (nella foto), che dalle colonne de Il Sole 24 Ore chiarisce numerosi dettagli circa l’articolata offerta lanciata da Intesa Sanpaolo e Unipol sulla banca toscana lo scorso 8 giugno.
Nell’ambito del piano di acquisizione, Intesa scorporerebbe Mps vendendo il marchio e circa la metà delle filiali (625) a Unipol, che le integrerebbe in BPER Banca, di cui il gruppo assicurativo bolognese è il principale azionista. Ad Intesa rimarrebbero metà delle filiali Mps e l’intera Mediobanca, il principale obiettivo della banca milanese in questa operazione.
Nell’intervista Cimbri dichiara che la sede del Monte dei Paschi di Siena rimarrebbe nella città toscana qualora l’offerta di acquisto di Intesa Sanpaolo andasse a buon fine.
Secondo il piano previsto da Intesa e Unipol, la nuova banca risultante dall’aggregazione tra Mps e l’emiliana BPER si chiamerebbe Monte dei Paschi, perdendo però la dicitura “di Siena”. Cimbri ha inoltre dichiarato al quotidiano milanese che l’unione delle due banche non comporterebbe licenziamenti, aggiungendo che però gli organici verrebbero snelliti attraverso degli accordi con i sindacati. “La rete di filiali sarà equilibrata, con il 50% nel Nord Italia e la parte restante suddivisa in quote sostanzialmente uguali tra il Centro e il Sud Italia”, ha affermato.
L’acquisto di Mps darà così un forte impulso alla strategia distributiva bancassurance di Unipol visto che la nascente Banca Monte dei Paschi potrà contare su oltre 2.600 sportelli bancari, circa 170 miliardi di euro di impieghi a clientela e circa 225 miliardi di raccolta diretta. La combinazione porterà un ulteriore radicamento territoriale, con il rafforzamento del posizionamento come primo operatore in Lombardia, e il forte salto dimensionale in alcune delle regioni ad alto potenziale (ad esempio, Toscana e Veneto), consentendo una capillarità della rete su tutto il territorio nazionale che garantisce una forte vicinanza alla clientela.
Quanto ai tempi, Cimbri prevede la chiusura dell’offerta di Intesa entro fine anno, il passaggio di Mps al gruppo Unipol entro il 2027, e l’ingresso di Bper nel 2028, anno in cui si completerebbe la nascita del nuovo grande Monte dei Paschi.
Nel tentativo di respingere l’offensiva di Intesa, la scorsa settimana l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, ha presentato due distinte Ops per un totale di circa 34 miliardi di euro per la rivale Banco BPM e per Banca Generali.
Il presidente di Unipol ha definito “creative” le mosse del numero uno di Mps.
Sull’ipotesi della denominazione Banca Monte dei Paschi di Siena, il presidente di Unipol non parla forse perché hanno già deciso che “di Siena” scomparirà. A meno che indagini di mercato non ricordino che a Siena la Banca Monte dei Paschi di Siena è chiamata “Il Monte”; in Toscana è “Il Monte dei Paschi” e in Italia è “Monte dei Paschi di Siena”. Proprio la parola “Siena” dà una connotazione positiva alla banca più antica del mondo.


