La Nato è una tigre di carta e Donald annuncia: “Me ne vado”
Ariel Piccini Warschauer.
Il terremoto che agita i palazzi di Bruxelles e le cancellerie europee ha un nome e un cognome: Donald Trump. Con la brutalità verbale che lo contraddistingue in questo secondo mandato, il Presidente degli Stati Uniti ha lanciato quello che appare come un ultimatum definitivo all’Alleanza Atlantica. In un’intervista esclusiva rilasciata al Telegraph, l’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato di valutare seriamente il ritiro degli USA dalla Nato, definendo l’organizzazione nient’altro che una “tigre di carta”.
L’attacco più feroce è riservato al Regno Unito e al premier laburista Keir Starmer. Trump non ha usato giri di parole per criticare il rifiuto britannico di partecipare attivamente al conflitto israelo-americano contro l’Iran:
“Non avete nemmeno una Marina. Siete troppo vecchi e decadenti e avevate portaerei che non funzionavano”, ha tuonato Trump, riferendosi ai cronici problemi tecnici della flotta di Sua Maestà.
Per il tycoon, Starmer è troppo impegnato a inseguire “costose pale eoliche che fanno schizzare i prezzi dell’energia” per preoccuparsi della sicurezza globale. Un affondo che colpisce al cuore la Special Relationship, ormai ridotta a carta straccia dopo il diniego di Londra all’invio di navi da guerra nello Stretto di Hormuz.
Il punto di rottura è proprio il corridoio strategico dove transita il 20% del petrolio mondiale. Di fronte al blocco iraniano, Trump si aspettava un intervento automatico degli alleati. “E invece nulla. Ho dovuto chiedere, e non avrei dovuto”, ha spiegato il Presidente.
Il paragone con l’Ucraina è amaro: “Siamo sempre stati presenti, anche per Kiev. L’Ucraina non era un nostro problema, ma eravamo lì per loro, per gli europei. Ora che serve a noi, loro non ci sono”. Per Trump, la mancanza di supporto nella missione per riaprire Hormuz è la prova finale che l’Europa non è più un partner affidabile.
Se Washington dovesse davvero sfilarsi, la Nato perderebbe il suo pilastro portante, trasformandosi in quel guscio vuoto che Trump descrive con disprezzo. Mentre Starmer prova a replicare definendo l’Alleanza “la più efficace al mondo”, il segnale che arriva dalla Casa Bianca è chiaro: l’America non è più disposta a pagare il conto per chi, a suo dire, non è disposto a scendere in campo quando il gioco si fa duro.
L’uscita degli Stati Uniti dal trattato di difesa comune è ora definita “irrevocabile”. Per l’Europa, il tempo della protezione a costo zero sembra essere finito per sempre con le inevitabili ricadute sui budget europei.





