La Costituzione può essere aggiornata ma la storia repubblicana dimostra che è riuscita a tenere unito un Paese
Enzo Cheli su La Stampa sottolinea che, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica, la Costituzione abbia complessivamente raggiunto gli obiettivi assegnatile dai costituenti, accompagnando la trasformazione della società e compensando progressivamente le debolezze del sistema politico. Nei primi decenni repubblicani la crescita economica e culturale utilizzò gli spazi aperti dalla prima parte della Carta e favorì il «disgelo costituzionale»: entrarono pienamente in funzione istituzioni come Corte costituzionale, Regioni e referendum e furono realizzate riforme nel lavoro, nella famiglia e nella sanità che rafforzarono la coesione sociale. Cheli osserva che, mentre la società cresceva, il sistema dei partiti si allontanava progressivamente dal corpo sociale, concentrandosi sulla tutela di interessi settoriali e sulla conservazione del potere e favorendo infine l’emergere di tendenze populiste. La Costituzione ha svolto una funzione equilibratrice tra una società in trasformazione e un sistema politico in declino, combinando il pluralismo della prima parte con le garanzie della seconda. Nata debole e attuata faticosamente, si è così rafforzata attraverso il radicamento sociale e l’azione degli organi di garanzia, soprattutto presidente della Repubblica e Corte costituzionale. Anche i referendum costituzionali del 2006, 2016 e 2026 hanno mostrato la sua capacità di resistere ai tentativi di riforma promossi da un sistema politico frammentato. Cheli conclude che dal 2022 si è aperta una fase nuova, con un governo guidato dagli eredi di forze estranee alla nascita della Carta e intenzionato a modificarne alcuni assetti, pur avendo raggiunto proprio nell’ordinamento vigente una notevole stabilità. La Costituzione non deve essere considerata intangibile e può essere aggiornata per migliorarne il funzionamento. La storia repubblicana dimostra però, secondo Cheli, che essa è riuscita a tenere unito un Paese nato dalle divisioni della dittatura e della guerra e a costruire le basi di una democrazia moderna. Va quindi difeso il nucleo dei suoi principi fondamentali e delle sue libertà, che resta lo strumento essenziale per garantire l’unità nazionale al di sopra degli schieramenti politici.





