Indebitamento delle famiglie, Siena 34esima in Italia e in Toscana è Massa Carrara quella che soffre di più
Un finanziamento per comprare la macchina nuova. Oppure un elettrodomestico, dei mobili. Magari un corso di lingua per i figli. A volte succede di averne bisogno anche quando in casa c’è qualcuno malato. Il credito al consumo oggi è diventato (quasi) una consuetudine: denaro che viene erogato da banche e finanziarie per comprare beni e servizi importanti per la famiglia o per il singolo. Non utilizzato per il mutuo per la casa, rappresenta il cuore di un’indagine dell’ufficio studi della Cgia di Mestre che analizza quanto s’indebitano gli italiani per vivere. Ne parla La Nazione.
Osservando la situazione provincia per provincia, compresa quella di Siena. Ebbene, emerge un balzo in avanti generale «che dice molto – spiega Cgia – sui cambiamenti nelle abitudini di spesa e, soprattutto, nella capacità economica delle famiglie». Hanno interessato anche la nostra provincia, se si considera che l’indebitamento ’al consumo’ la colloca al 34esimo posto in Italia con un aumento del 6,1% rispetto al 2024 perché i dati di riferimento consolidati sono dello scorso anno. E settima fra le province toscane più in difficoltà con un’esposizione a breve con banche e finanziarie per famiglia pari a 7.117 euro (+6,1% a fronte di una media nazionale del 4,9%). Rispetto al 2024 sono stati chiesti ben 49 milioni di euro in più, passando dagli 806 di due anni fa agli 855,9 del 2025. In cima alla classifica dei territori dove i cittadini faticano maggiormente c’è Massa Carrara (+5,8%), 8.373 euro di debito al consumo per famiglia. Seguita al 4° e 5° posto rispettivamente da Pistoia (8.168) e Pisa (8.091), ottava è invece la provincia di Lucca con 7.971, 15° Livorno con 7679, 17° Prato con 7.646. Arezzo si posiziona sul 39esimo gradino con 7.027 mentre il capoluogo regionale, Firenze, si ferma a 6.753 (50°). Fanalino di coda, dunque maggiormente virtuosa riguardo all’indebitamento, la provincia di Grosseto (64° posto) con 6.467 euro. Ma per quale ragione ci s’indebita sempre di più? «I motivi – secondo l’analisi della Cgia – sono essenzialmente due. Da un lato c’è bisogno di liquidità immediata, magari per fare fronte a spese impreviste o per arrivare a fine mese. Dall’altro c’è chi accende un prestito per comprare beni durevoli: l’auto nuova, il televisore, i mobili, gli elettrodomestici. Tuti quegli acquisti importanti che un tempo si facevano con i risparmi. Dietro questi numeri non sempre s’intravede il disagio economico che sta attraversando una parte importante del Paese. Tuttavia, negli ultimi anni, l’aumento dell’inflazione ha progressivamente eroso il potere di acquisto: per molti gli stipendi e le pensioni sono rimasti sostanzialmente fermi mentre i prezzi di beni e servizi sono schizzati all’insù. Il risultato è che molte famiglie, in particolar modo del ceto medio, per mantenere lo stesso tenore di vita di prima, si sono trovate costrette a ricorrere al credito alimentando così quella crescita del debito privato verso banche e finanziarie che i numeri raccontano con chiarezza».





