Il tetto del 30% di alunni stranieri è gestibile in Toscana
«Cittadinanza, luogo di nascita e percorso scolastico sono elementi diversi e non sovrapponibili». Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, invita a leggere con attenzione le nuove indicazioni sul limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi prime. La sola percentuale di studenti stranieri, spiega, non basta a stabilire quante classi saranno effettivamente interessate. Alla luce delle precisazioni contenute nel decreto ministeriale, ritiene comunque il quadro toscano e fiorentino «gestibile senza grandi stravolgimenti». Lo dice a La Nazione.
Nell’anno scolastico 2025/2026, in Toscana gli alunni con cittadinanza non italiana erano 91.603 su 432.302, pari al 21,19%. Di questi, 48.240, il 52,66%, erano nati in Italia. A Firenze e provincia gli studenti con cittadinanza non italiana erano 26.693, compresi 5.107 adulti; i nati in Italia erano 14.162, circa il 53%.
Tagliaferri precisa che il limite non si applica indistintamente a tutti gli studenti con cittadinanza non italiana: la nuova disciplina considera anche la nascita in Italia e gli anni di scuola già frequentati nel Paese. Per la primaria, in particolare, riguarda chi non è nato in Italia o non ha frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Nei giorni scorsi il sindaco di Prato Matteo Biffoni disse che era difficile a Prato rispettare il tetto del 30%.





