Il Ranucci addolorato: “Tanti articoli falsi provocano dolore sulle persone a me vicine”. E Report che faceva?
Sigfrido Ranucci non pare intenzionato a cedere a una delle tre offerte arrivate dalla Rai, dopo la rimozione dalla conduzione di Report. Per ora, dice a Prato a margine del suo spettacolo «Diario di un trapezista», il prossimo «salto» sarebbe tutto concentrato «nel cercare di vedere ripristinati i miei diritti». Qualunque cosa significhi, lui almeno per ora esclude un futuro in politica. Non che siano proprio fioccate le offerte dai partiti del Campo largo.
Alla domanda su un possibile ingresso in politica, il giornalista parte sulla difensiva: «Chi pensa alla mia candidatura pensa male. Io voglio fare il giornalista, do fastidio come giornalista». Racconta all’Ansa che, se dovesse trovarsi tagliato fuori da ogni parte, proverebbe comunque a portare avanti la sua battaglia «nella difesa dei più fragili», ma con altri strumenti. Sulla politica in sé, la vede distante da come la pratica chi la fa oggi: «Qui si intende la politica come comandare, invece secondo me la politica è donare». E chiude con una battuta: «Sin da piccolo a me è sempre piaciuto rompere le scatole, quindi voglio continuare a rompere le scatole come giornalista».
Ranucci non ha dubbi poi sul fatto che la valanga di articoli usciti negli ultimi mesi che parlano di lui sono «per il 90% falsi». Quegli articoli, spiega, avrebbero anche potuto limitarsi a seguire l’inchiesta giudiziaria sull’attentato contro di lui e dell’arresto dell’«amico fraterno» Valter Lavitola. E invece «sono andati a finire su altre questioni, e provocare dolore. Il dolore delle persone che ti sono vicine. Colpiscono loro per colpire me, e questo è un gesto, un atto vigliacco».
Quando la Rai annullò le repliche di Report, sfogliamo.eu scrisse che era ingiusto. Si era all’inizio dell’inchiesta dopo l’attentato al giornalista. Da quel giorno tante cose sono cambiate sul conto di Ranucci, che resta vittima, ma dire che molti degli articoli scritti dai giornali sul suo conto hanno provocato dolore alle persone che gli sono vicine è un’offesa al suo giornalismo di inchiesta che più volte ha fatto male a chi con i servizi giornalistici che Report trasmetteva.





